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GEOPOLITICA
06.03.2026 - 10:03
«Il nostro Paese non può rinunciare a un’importante produzione elettrica rinnovabile, soprattutto alla luce dello scenario geopolitico che si sta via via definendo a livello globale».
Confagricoltura Mantova torna ad affrontare le tematiche relative al DL Bollette che, prevedendo la riduzione progressiva dei prezzi minimi garantiti (PMG) per la generazione elettrica a biogas, biomasse e bioliquidi a partire dal 2026 fino a un azzeramento dal 1° gennaio 2031, rischia di mettere in ginocchio almeno una trentina di aziende in provincia di Mantova, che si vedrebbero coinvolte nel nuovo disegno di legge.
«In un momento storico come questo – prosegue Confagricoltura Mantova – la produzione di energia pulita e rinnovabile, come quella originata da biogas e biomasse, è imprescindibile. I forti rialzi del prezzo di petrolio e gas causati dal conflitto in Iran infatti di fatto limiterebbero gli impatti positivi della riduzione dei costi in bolletta previsti dal Decreto Legge. Sono necessarie modifiche dunque, che vadano nella direzione di un sostegno e non di un contrasto alla filiera delle agroenergie».
Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele sta creando forti problematiche anche ad altri comparti del settore primario, in primis ortofrutta e IV gamma (ortofrutticoli freschi già lavati, puliti, tagliati, confezionati e pronti per il consumo): «La chiusura dello stretto di Hormuz sta creando criticità importanti, non solo per i rialzi dei costi energetici, ma anche per l’export di materie prime. Grossi problemi li riscontriamo sulla frutta, con diverse navi cariche di prodotto impossibilitate a raggiungere i mercati del Medio Oriente, che valgono in totale oltre 150 milioni di euro. Stessa cosa per la IV gamma, che raggiunge quei mercati tramite voli aerei».
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