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AGROENERGIE
19.02.2026 - 11:59
Un testo che non soddisfa le aspettative del settore di biogas e biomasse e per il quale Confagricoltura Mantova auspica correttivi prima dell’approvazione definitiva in Parlamento. È il parere dell’associazione agricola sul Decreto Legge Bollette, vagliato ieri dal Consiglio dei Ministri, che aveva acceso i timori degli imprenditori agricoli che, negli scorsi anni, avevano investito per costruire impianti a biogas e biomasse anche sulla spinta degli incentivi promessi. Incentivi che ora traballano e che non danno certezze a filiere virtuose che attuano il principio di economia circolare, riutilizzando i sottoprodotti e abbattendo le emissioni nell’ambiente.
Confagricoltura ha ottenuto la possibilità di accesso ai PMG (Prezzi minimi garantiti, gli incentivi promessi finora a chi realizzava e portava avanti impianti) per tutti gli impianti che cessano l'incentivo e l'eliminazione del taglio progressivo della tariffa. L’associazione, invece, è ancora critica sulla durata del PMG fissata al 2030 per gli impianti oltre i 300 kWe e al 2037 per gli altri. Rimane il taglio delle ore di funzionamento degli impianti su base semestrale e un budget annuale che, secondo le valutazioni di Confagricoltura, non è sufficiente a garantire il funzionamento per un numero adeguato di ore per tutti gli impianti. Confagricoltura si impegna a portare avanti la battaglia affinché il testo venga modificato in Parlamento.
Nel Mantovano le aziende agricole con biogas coinvolte dal nuovo Decreto Legge sarebbero almeno una trentina. Il settore del biogas elettrico non ha alcuna certezza di poter proseguire la propria attività. Lo stesso rischio si corre per gli impianti a biomasse. Due filiere estremamente importanti per la sostenibilità e la resilienza delle imprese agricole.
«Ci stiamo impegnando tantissimo per la sostenibilità – ha detto Marco Carnevali, Presidente Sezione Bioeconomia di Confagricoltura Mantova, alla vigilia dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del Dl Bollette – Il Prezzo Minimo Garantito alle aziende agricole che producono biogas è riconosciuto anche sulla base di requisiti ambientali, che rappresentano un vanto, ma anche un onore. Una promessa, quindi, che ora verrebbe a mancare».
Il danno si abbatterebbe sul biogas, ma non sul biometano. Convertire un impianto a biogas in biometano, però, non è affatto facile perché servono risorse economiche massicce e requisiti tecnici affatto banali, che non tutti gli impianti a biogas possono avere.
«Siamo in una fase molto critica e la nostra battaglia continua – conclude Umberto Castagna, Vice Presidente Regionale della Federazione di Bioeconomia di Confagricoltura Lombardia – Se per il biogas non ci saranno sufficienti garanzie, per il comparto agricolo verrebbe a mancare una componente importantissima, perché non solo produciamo energia elettrica pulita, ma il biogas è una componente del nostro reddito. È quindi una questione di sostenibilità delle aziende dal punto di vista economico, ma anche ambientale ed etico grazie all’applicazione dei principi dell’economia circolare e del reimpiego virtuoso dei sottoprodotti».
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