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AVICOLTURA
30.01.2026 - 15:00
In allegato la nota del 27 gennaio 2026 con la quale il Ministero della Salute riepiloga sostanzialmente gli incontri promossi con le organizzazioni che operano nell’ambito della filiera avicola aventi per oggetto il contrasto all’IA tramite la vaccinazione. Come più volte anticipato, il Piano strategico di vaccinazione prenderà il via in particolare negli allevamenti di tacchini e galline ovaiole situati nelle provincie maggiormente colpite dalla patologia.
Con tale nota, inoltre, il Ministero intende sollecitare gli allevatori interessati ad attivarsi al fine di poter procedere con le vaccinazioni al più presto organizzando l’approvvigionamento delle dosi vaccinali ed informa che entro breve diramerà un Dispositivo direzionale relativo ad ulteriori indicazioni tecniche per l’esecuzione del Piano.
Da rilevare che il Ministero ha informato solo nella riunione di metà dicembre che i costi connessi all’acquisto, allo stoccaggio ed alla somministrazione dei vaccini sono a carico degli operatori e che Confagricoltura in quella occasione ha sollecitato le Istituzioni a non gravare totalmente gli allevatori di ulteriori impegni organizzativi ed economici essendo, peraltro, la prima volta che si intende affidare i costi dei vaccini ai produttori. La Confederazione, inoltre, ha espresso perplessità circa la tardiva informazione in merito.
Per quanto riguarda l’ultimo incontro promosso dal Ministero sulla materia, il 23 gennaio scorso, avente carattere operativo, l’Istituto zooprofilattico delle Venezie ha presentato le risultanze delle analisi effettuate sull’efficacia dei vaccini autorizzati ed in commercio sia per i tacchini – tre i più interessanti ad avviso dell’IZS – che per le ovaiole (in questo caso sono due i vaccini indicati da studi già effettuati all’estero, pertanto non ripetuti da IZS).
L’Istituto ha anche raccomandato agli operatori di applicare misure collaterali di sicurezza ed attenzione affinché l’efficacia dei vaccini sia massima: dalla somministrazione alla conservazione delle dosi e all’attenzione sanitaria delle attrezzature quali ad esempio gli aghi.
Ancora una volta, quindi, IZS e Ministero hanno informato della opportunità di formare gli operatori e che, pertanto, stanno predisponendo l’organizzazione di specifici corsi di formazione.
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