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FAUNA SELVATICA
13.02.2026 - 15:35
Nutria in un campo del mantovano
«I numeri relativi all’annualità 2025 sono incoraggianti, segno tangibile che la direzione presa è quella giusta. Auspichiamo, per contro, che possano crescere sempre di più, in modo da poter iniziare a parlare davvero di eradicazione, concetto dal quale, ad oggi, siamo ahimè ancora lontani».
Così il presidente di Confagricoltura Mantova, Andrea Pagliari, in merito ai risultati della campagna 2025 di contenimento delle nutrie, presentati questa mattina presso la sede del Consorzio di Bonifica Garda Chiese.
Con 80.501 capi rimossi, il 2025 si configura come anno record per la provincia di Mantova, con un +25% rispetto al 2024 (quando le catture furono 60.178), annata nella quale si registrò comunque un +13% rispetto al 2023 (chiuso a quota 52.318): «Un grande plauso – prosegue Pagliari – all’amministrazione regionale per l’impegno e i fondi messi a disposizione. L’approvazione del “Piano di contenimento della nutria 2024-2026”, varato nel 2023, ha dato una spinta importante alle operazioni su tutto il territorio provinciale».
Spinta che, però, non è recepita da tutti i comuni: «Permangono ancora territori a quota zero catture – spiega Pagliari – ed è lì che bisogna insistere, alla luce del fatto che solo uno sforzo collettivo e condiviso potrà portarci verso la soluzione di quella che non esagero a definire piaga per il settore agricolo». I comuni più virtuosi del 2025 sono stati Borgo Virgilio (7.920 capi), Gonzaga (5.139) e Bagnolo San Vito (3.667).
Mantova primeggia anche per quanto riguarda i fondi intercettati: degli 1,5 milioni di euro stanziati da Regione Lombardia nel periodo 2022-2025, ben 1,15 milioni sono arrivati nella nostra provincia: «Frutto del grande lavoro che si sta facendo qui – aggiunge Pagliari – cui altre province non danno seguito, ahimè. Amministrazioni virtuose, come quella di Borgo Virgilio, il cui modello verrà esteso anche ad altre zone del mantovano, sono un esempio positivo per tutti».
E a beneficiarne è anche l’ambiente: «Un dato oggettivo a conferma della necessità di intensificare il contenimento – spiega ancora Pagliari – è il fatto che, dove le nutrie vengono rimosse, le condizioni di biodiversità migliorano sensibilmente, e questo è uno degli obiettivi principali da raggiungere».
Confagricoltura Mantova, come sempre, fa la sua parte: nell’ultimo triennio sono stati oltre 100 gli operatori addetti al contenimento abilitati grazie ai corsi di formazione organizzati dalla Provincia di Mantova e promossi da via Fancelli, un segnale tangibile e concreto per combattere il problema.
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