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Dal 1┬░ gennaio arriva la svolta: ecco la ricetta elettronica
Normative e scadenziario ^
 
18 Ottobre 2018


A partire dal prossimo 1° gennaio (e non dal 1° dicembre come originariamente determinato dal Ministero) entrerà in vigore su tutto il territorio nazionale l’obbligo di ricetta elettronica per i farmaci veterinari. Il nuovo adempimento è stato introdotto per vari motivi, tra i quali il voler misurare in tempo reale il consumo dei farmaci, l’utilizzare i farmaci stessi in maniera consapevole e l’individuare le zone più rischio, dove concentrare i controlli veterinari. Cosa cambierà dunque per gli allevatori? La ricetta verrà del tutto dematerializzata: il veterinario emetterà digitalmente la ricetta, dando segnalazione al Sim (Sistema informativo ministeriale), che assegnerà un numero identificativo e un pin di autenticazione, che il veterinario poi comunicherà all’allevatore. Quest’ultimo poi farà avere al farmacista/grossista numero e pin della ricetta in questione, che a sua volta contatterà il Sim e si farà mandare i dati prescrittivi. A questo punto il farmacista/grossista fornirà il farmaco all’allevatore, inviando in conclusione al Ministero le informazioni di fornitura, in modo che ogni singolo passaggio venga documentato per via telematica. Oltre alla completa digitalizzazione della ricetta, è prevista la gestione elettronica anche del registro di carico e scarico e del registro dei trattamenti: «Tra i vantaggi del nuovo sistema informatico messo a punto dal Ministero – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – vi è quello di una maggiore precisione nei controlli, poiché gli allevamenti nei quali l’utilizzo di farmaci è più alto del dovuto saranno più facilmente individuabili. La digitalizzazione poi elimina anche errori o dimenticanze in fase di compilazione dei vari documenti».
 
Importanti novità in arrivo anche per la condizionalità, vale a dire l’elenco di regole e norme che ogni azienda deve rispettare per poter ricevere i contributi Pac. Dopo che il sistema italiano è stato giudicato dalla Commissione Europea in maniera estremamente negativa, soprattutto per quanto riguarda il mancato rispetto de tempi relativi alla comunicazione all’anagrafe zootecnica di nascite, entrate e uscite, il Ministero è intervenuto con alcuni correttivi. Tra questi la revisione e l’invio di nuove check-list, un maggiore monitoraggio e una maggiore rigidità nei controlli, azioni di formazione e informazione (come quelle che Confagricoltura Mantova sta mettendo in campo assieme ai veterinari dell’Ats Valpadana) e, naturalmente, il rafforzamento del sistema informatico: «Siamo a favore di innovazione e digitalizzazione – spiega Daniele Sfulcini, direttore di Confagricoltura Mantova – ma al tempo stesso chiediamo buon senso alle istituzioni. Se un animale, ad esempio, viene trovato senza un orecchino parte la sanzione, senza entrambi addirittura viene distrutto poiché non identificabile. Ma la mancata osservazione delle tempistiche non comporta problemi a livello sanitario. La qualità del nostro latte e della nostra carne rimane altissima. Ci adopereremo per chiedere al Ministero maggiore tolleranza, dal momento che, in caso contrario, tutte le aziende sarebbero a rischio sanzioni».




ATS - Servizi veterinari, Condizionalità, Confagricoltura Mantova, Formazione, Zootecnia



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