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Affiancamento in agricoltura: ecco il nuovo contratto per gli Under 40
Normative e scadenziario ^
 
05 Marzo 2018


Tra le novità più interessanti, in materia agricola, inserite all’interno dell’ultima legge di bilancio c’è certamente l’entrata in vigore del nuovo contratto di affiancamento in agricoltura, che disciplinerà le forme di affiancamento tra imprenditori ultrasessantacinquenni o pensionati e giovani (non proprietari di terreni) di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Lo scopo? Il graduale passaggio della gestione dell’attività a favore dei più giovani. Il provvedimento era già stato inserito nel collegato agricolo del 2016, ma la legge era divenuta inefficiente a causa della mancata emanazione finale del decreto legislativo, che sarebbe stata a cura del governo. Con l’ultima legge di bilancio invece il contratto di affiancamento è entrato ufficialmente in vigore. È stato confermato che la nuova misura riguarda i giovani di età compresa tra i 18 e 40 anni, che non siano titolari del diritto di proprietà o di diritti reali di godimento su terreni agricoli. Il contratto va perfezionato con imprenditori agricoli o coltivatori diretti di età superiore ai 65 anni, o pensionati, con il giovane imprenditore che, nel periodo dell’affiancamento, è equiparato allo Iap.  

Tra le particolarità del contratto di affiancamento, vi è quella di poter essere organizzato anche in forma associata, con divisione degli utili tra le parti in misura proporzionale all’apporto di capitale e di lavoro fornito dl giovane imprenditore. La durata dell’affiancamento non dovrà superare i tre anni: durante tale periodo il giovane imprenditore sarà obbligato a contribuire direttamente alla gestione, anche manuale, dell’azienda, d’intesa con il titolare dell’impresa stessa (over 65). Potranno essere stabiliti il subentro del giovane imprenditore nella gestione dell’azienda e forme di compensazione nel caso in cui ci dovesse essere una conclusione anticipata del contratto. Fondamentale ricordare come questa misura debba essere subordinata alla presentazione di un vero e proprio progetto imprenditoriale, nel quale vengano definiti i reciproci obblighi delle parti, al fine di garantire una efficiente gestione dell’azienda.

«Il contratto di affiancamento – spiega Andrea Carlini, presidente di Anga Mantova – è uno strumento utile per favorire il ricambio generazionale e arginare la frammentazione delle proprietà agricole, un fenomeno sempre più diffuso e penalizzante per i nostri imprenditori. Va detto però che non è tramite questi strumenti che si migliorerà la redditività delle imprese. Occorre dunque trovare altre strategie, lavorando con uno sguardo più ampio, per favorire le nostre aziende. È inoltre necessario, e mi auguro che ciò avvenga al più presto, che il governo spieghi meglio i dettagli normativi del contratto di affiancamento. Al momento infatti ci sono ancora troppi punti che vanno chiariti».    




Anga , Confagricoltura Mantova, Contratti di lavoro



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