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Contratto di prestazione occasionale, ecco tutte le novità
Normative e scadenziario ^
 
14 Luglio 2017


La legge di conversione del D.L. 50/2017 ha introdotto, anche in agricoltura, il Contratto di prestazione occasionale (PrestO) che disciplina le prestazioni di lavoro saltuarie e occasionali di ridotta entità colmando il vuoto normativo seguito all’abrogazione dei voucher a opera del D.L. 25/2017.

Le imprese agricole possono ricorrere all’utilizzo di questo strumento contrattuale con una serie di limitazioni.
Le categorie di soggetti  che possono essere utilizzate sono: titolari di pensione di invalidità o vecchiaia, giovani con meno di 25 anni iscritti a un ciclo di studi, disoccupati e percettori di integrazioni al reddito.

Solo queste persone possono rendere prestazioni occasionali in favore di imprese agricole; si deve trattare peraltro di soggetti non iscritti, nell’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli e non devono avere in corso, né aver cessato da meno di sei mesi, un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con l’imprenditore utilizzatore.

Non possono utilizzare le prestazioni occasionali i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Devono inoltre essere rispettati limiti economici ben precisi: ogni utilizzatore può erogare compensi fino a 5.000 euro annui complessivi (fino a 2.500 euro annui a ciascun prestatore), mentre i prestatori non possono ricevere complessivamente più di 5.000 euro annui.

La misura minima oraria del compenso non è determinata dalla legge in cifra fissa come negli altri settori (9 euro) ma attraverso il rinvio alle retribuzioni orarie previste dalla contrattazione collettiva agricola per i rapporti di lavoro subordinato.
La retribuzione oraria minima stabilita dal CCNL di settore è la seguente:
  • Area 1^ : Euro 7,57
  • Area 2^ : Euro 6,94
  • Area 3^ : Euro 6,52
Al compenso orario devono essere aggiunti i contributi INPS (33%), INAIL (3,5%) e oneri diversi di gestione (1% sul complessivo dei versamenti).

Come negli altri settori anche all’agricoltura si applica il compenso minimo giornaliero pari a 4 ore di lavoro a prescindere dall’effettiva durata della prestazione.

Per quanto riguarda, infine, la comunicazione di inizio dell’attività lavorativa da effettuarsi almeno 60 minuti prima dell’inizio del lavoro, l’INPS ribadisce che per l’agricoltura non occorre indicare la data e l’ora d’inizio e di fine della prestazione, ma solo la durata della prestazione lavorativa collocata entro un periodo massimo di 3 giorni che debbono essere necessariamente consecutivi.

Per l’accesso alle prestazioni gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti, anche tramite un intermediario abilitato, all’interno di un’apposita piattaforma informatica gestita dall’INPS attiva dal 10 luglio.

Per l’attivazione del contratto di prestazione occasionale, ciascun utilizzatore versa le somme utilizzabili per finanziare l’erogazione del compenso al prestatore, l’assolvimento degli oneri assicurativi ed i costi di gestione delle attività utilizzando il modello di pagamento “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE) e la causale “CLOC” denominata “Finanziamento del contratto di lavoro occasionale (CPO)”.

L’Istituto di previdenza paga il lavoratore il giorno 15 del mese successivo alla prestazione con accredito delle somme su conto corrente bancario/postale, libretto postale, carta di credito o tramite bonifico domiciliato che si può incassare in posta.
Attualmente la nuova piattaforma voucher INPS non è completa: sono ancora esclusi gli intermediari abilitati che dovrebbero entrare nel sistema entro luglio; gli adempimenti di registrazione e successivi devono essere svolti, al momento, direttamente dall’utilizzatore o prestatore con l’utilizzo delle proprie credenziali personali (PIN INPS, ecc.).

E’ stata prevista la trasformazione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato in caso di superamento del limite di 2.500 euro tra lo stesso utilizzatore/prestatore, mentre si applica la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera in caso, ad esempio, di accertata violazione degli obblighi di comunicazione preventiva.




Confagricoltura Mantova, Contratti di lavoro, Uffici Confagricoltura Mantova



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