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Testo unico sul vino: ecco cosa cambia per le aziende
Normative e scadenziario ^
 
15 Febbraio 2017


A partire dallo scorso 12 gennaio il Testo Unico sul vino è entrato ufficialmente in vigore. Il testo, organizzato in otto capitoli e novantuno articoli, disciplina l’attività dell’intero ciclo economico del vino, dalla vigna al consumatore finale. Gli obiettivi principali sono la semplificazione dei provvedimenti e l’unificazione delle disposizioni, con conseguente risparmio di tempo e denaro per tutti i produttori: «Per la prima volta – ha detto Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – il vino e i territori vinicoli si riconoscono come patrimonio culturale nazionale, da tutelare e valorizzare per quanto riguarda gli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale. La provincia di Mantova può contare su circa il 10% della superficie a vite della Lombardia, con circa 2.000 ettari sui 22mila totali della regione. Nel Mantovano si producono circa 180mila quintali di uva all’anno, che danno vita a otto denominazioni Dop e a numerose altre Igt». Nella nostra provincia di Dop sono presenti due varietà di Lambrusco, quello dell’Oltrepo e quello viadanese/sabbionetano, e sei di Garda colli mantovani, che propone Merlot, Cabernet, Chardonnay, Pinot bianco e grigio e Sauvignon. Su 42 denominazioni Dop presenti in Lombardia dunque, Mantova ne può contare otto, che rappresentano il 19% del totale regionale. A livello di Igt invece ecco l’Alto Mincio (con bianco, rosato, rosso, Novello, Passito e rosso Passito), il Sabbioneta (con bianco, rosato, rosso, Novello), il Provincia di Mantova (con bianco, rosato, rosso, Novello, bianco Passito e rosso Passito) e il Quistello (con bianco, rosato, rosso, Novello).

Ma quali sono le principali novità introdotte dal Testo Unico? Per quanto riguarda le norme di produzione, viene definito il “vitigno autoctono italiano” e si definisce la sua presentazione in etichetta solo ai vini Docg, Doc e Igt. Viene poi promossa la salvaguardia dei vigneti eroico o storici, e si impone all’amministratore, entro il 31 luglio di ogni anno, di notificare al conduttore del vigneto le eventuali modifiche effettuate allo schedario viticolo. Introdotto anche il limite massimo per la resa di uva per ettaro (per vini senza indicazione geografica). Non si potranno produrre dunque più di 50 tonnellate per ettaro. Importanti i passaggi sulla tutela delle denominazioni di origine. Viene definita la menzione tradizionale “gran selezione” riservata ai vini Docg, ed è ridotto da 10 a 7 anni il lasso di tempo necessario per poter chiedere il riconoscimento di una Docg a partire da una Doc. Prevista anche una procedura più veloce per la cancellazione delle Docg, Doc e Igt non rivendicate o certificate da nessun produttore. Basteranno tre campagne consecutive dunque (non più quattro) per consentire al Mipaaf di procedere con la richiesta di cancellazione. Per quanto riguarda le etichette, qualora in quelle di vini Docg, Doc e Igt vengano nominate due o più varietà di vite per qualificare le tipologie, le varietà stesse di uve dovranno figurare in ordine decrescente e rappresentare ciascuna almeno il 15% del totale delle uve utilizzate.

Introdotte semplificazioni burocratiche anche per quanto concerne le attività di vigilanza e controllo. Eliminate infatti le ispezioni ritenute non necessarie e le duplicazioni delle stesse da parte delle diverse amministrazioni, grazie ad un’attività di coordinamento degli adempimenti posto in capo al Mipaaf. Tutti i controlli effettuati sulle imprese vitivinicole poi dovranno essere riportati nel Registro vitivinicolo (Ruci). Rivisto il sistema sanzionatorio. al fine di evitare autorizzazioni non debitamente motivate da esigenze reali di mercato, il Ministero ha previsto sanzioni per chi impianta meno della superficie totale assegnate, con esclusione dalle misure dell’Ocm (da tre a un anno) e multa (da 1.500 a 500 euro per ettaro). Vi è però la possibilità del ravvedimento operoso, con l’operatore che può sanare di propria iniziativa eventuali irregolarità.




Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Vitivinicolo



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