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Finanziaria 2017, tutte le novità (prima parte)
Normative e scadenziario ^
 
09 Gennaio 2017


La manovra fiscale di quest’anno è stata divisa in due momenti, a ottobre 2016, con un decreto legge  convertito in legge a inizio dicembre,    è stata anticipata buona parte delle novità fiscali per il 2017 e a dicembre con l’apposita legge finanziaria, che quest’anno ha assunto il nome di legge di bilancio, sono state emanate altre disposizioni fiscali.
Con questa circolare esaminiamo le norme che interessano il nostro settore, introdotte con decreto legge 193/2016 convertito nella legge 225/2016.
 
  1. Nuovo elenco clienti e fornitori e invio liquidazioni
Il provvedimento stabilisce, a partire dall’anno 2017, l’obbligo di inviare per ogni trimestre l’elenco completo di tutte le fatture registrate nel trimestre stesso.
La norma prevede, secondo le modalità che saranno stabilite da un decreto dell’Agenzia delle Entrate, che vengano trasmesse per via telematica i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre oggetto di dichiarazione, nonché le fatture ricevute e registrate comprese le note di variazione e le bolle doganali.
I dati da trasmettere per ogni fattura sono:
  1. Dati identificativi dei soggetti coinvolti nell’operazione;
  2. Data e numero della fattura;
  3. Base imponibile;
  4. Aliquota applicata;
  5. Iva;
  6. Tipologia dell’operazione.
L’attuale termine di presentazione dei dati richiesti è fissato al secondo mese dalla scadenza del trimestre (esempio: per il 1° trimestre la scadenza sarà il 31 maggio) con l’eccezione per il secondo trimestre dove la scadenza non è fissata al 31 agosto ma al 16 settembre. Per il primo anno di applicazione (2017) è prevista una comunicazione semestrale con scadenza al 25 luglio (sembra che il termine semestrale sia un errore in realtà si volesse dire che al 25 luglio venga presentato il 1° trimestre e il secondo vada al 16 settembre scadenza naturale).
Con molta probabilità, per venire incontro alle forti proteste degli operatori del settore tributario, la scadenza da trimestrale dovrebbe diventare semestrale e quindi tutti gli attuali termini di invio dovrebbero essere rivisti.
Oltre alle comunicazione delle varie fatture registrate nel periodo, i soggetti in contabilità IVA dovranno trasmettere, all’Agenzia delle Entrate, con scadenza trimestrale e, sempre per via telematica,ancheil risultato delle liquidazioni periodiche.
Lo scopo dichiaratoè quello di monitorare gli omessi versamenti, che negli ultimi anni sono enormemente aumentati.
L’obbligo di inviare l’elenco delle fatture del periodo riguarda anche gli agricoltori esonerati dagli adempimenti Iva, vale a dire quelli con volume d’affari fino a 7.000 euro; sono esclusi quelli che operano in zone montane (oltre i 700 metri di altitudine e territori situati nei comprensori delle bonifiche montane). L’obbligo per gli agricoltori esonerati Iva dovrebbe limitarsi ai dati delle sole fatture di vendita che, anche se emesse dagli acquirenti (autofatture), si considerano emesse dagli stessi agricoltori esonerati Iva; mentre le fatture di acquisto, che non devono essere registrate dagli agricoltori esonerati Iva, non dovrebbero essere oggetto di trasmissione telematica.
Questo concetto trova fondamento nel fatto che la norma prevede l’obbligo dell’invio telematico per le fatture emesse e per quelle ricevute e registrate, in merito a questa nostra considerazione si attendono conferme da parte dell’Agenzia delle Entrate.
 
Sanzioni
La legge di conversione del decreto legge ha fortemente ridotto l’importo delle sanzioni che comunque, per i distratti(quelli che non consegnano le fatture in tempo utile), rappresenterà sicuramente un onere.
Le nuove sanzioni sono:
omessa o errata comunicazione delle fatture, 2 euro per ogni fattura con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. Gli importi sono ridotti della metà se la correzione avviene entro 15 giorni dalla scadenza.
Errata comunicazione della liquidazione Iva: sanzione da 500 a 2.000 euro ridotta della metà se la correzione avviene entro 15 giorni.
Adempimenti soppressi
Con l’entrata in vigore di questo nuovo obbligo sono soppressi: lo spesometro, le comunicazioni black list, la presentazione del modello intrastat per gli acquisti di beni e servizi da fornitori comunitari.La dichiarazione Iva che per l’anno 2017 (Iva relativa alle operazioni registrate nel 2016) deve essere presentata entro il 28 febbraio, dal 2018 avrà come termine di scadenza dal 1° febbraio al 30 aprile. Si fa presente che la comunicazione annuale dati Iva è stata soppressa dal periodo d’imposta 2016.
 
  1. Dichiarazione integrative a favore
Le dichiarazioni integrative a favore, vale a dire quelle che permettono al contribuente di dichiarare un maggior credito o un minor debito rispetto a quanto comunicato con la dichiarazione originaria, potevano essere trasmesse entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo (esempio: il 30 settembre 2016 è scaduto il termine per presentare la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2015, pertanto entro il 30 settembre 2016 era possibile presentare la dichiarazioneintegrativa a favore per i redditidell’anno d’imposta 2014).
Con l’art. 5 della norma in esame viene data la possibilità ai contribuenti di presentare dichiarazioni integrative a favore anche oltre l’anno successivo, comunque entro i termini di decadenza dell’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.Per fare un esempio, oggi è possibile integrare a proprio favore una dichiarazione del periodo d’imposta 2012 per dichiarare costi a suo tempo non dichiarati. Il credito che emerge da questa dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presenta la dichiarazione integrativa.
Se la dichiarazione integrativa riguarda l’Iva il credito che emerge oltre a poter essere utilizzato in compensazione, sempre a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa, può, se ne ricorrono i requisiti, essere chiesto a rimborso, ma mai portato in detrazione con le liquidazioni periodiche.
In ogni caso sono previste sanzioni ridotte.
Si ricorda che per la dichiarazione integrativa a sfavore (vale a dire quella che determina un maggior debito o un minor credito) è già previsto la possibilità di reinviare le dichiarazioni relative a periodi d’imposta non ancora prescritti fermo restando il pagamento dell’imposta, i relativi interessi e l’applicazione di sanzioni ridotte.
Per poter presentare le dichiarazioni integrative a favore o a sfavore è necessario che la dichiarazione originaria sia stata presentata nei termini e comunque non sia considerata omessa.
 
  1. Rottamazione delle cartelle
La norma consente di definire in modo agevolato i carichi pendenti affidati all’agente alla riscossione compresi fra gli anni 2000 e 2016.
Chi aderisce alla “definizione agevolata” paga solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, di interessi legali, di remunerazione del servizio di riscossione, di conseguenza non sono dovute le sanzioni, gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive che gravano sui contributi previdenziali.
Per aderire occorre inviare ad Equitalia il modello DA1 che si trova sul sito di Equitalia stessa per via telematica (email ordinaria o email PEC) o presentandolo direttamente allo sportello.
Il termine di presentazione dell’adesione è fisato al 31 marzo 2017.
Equitalia risponderà, inviando l’importo da pagare rideterminato, entro il 31 maggio 2017.
Il pagamento può essere fatto in una unica rata oppure in più rate sino ad un massimo di 5.
Chi sceglie di pagare tutto in una unica rata dovrà versare l’intero importo dovuto entro il 31 luglio 2017.
Chi sceglie le 5 rate dovrà pagare:
Il 24% entro il mese di luglio 2017
Il 23% entro il mese di settembre 2017
Il 23% entro il mese di novembre 2017
Il 15% entro il mese di aprile 2018
Il 15% settembre entro il mese di settembre 2018.
Se non si versa anche una sola rata o la si versa in ritardo si decade dalla definizione agevolata e vengono ripristinati i vecchi importi.
Se un contribuente ha una rateizzazione in corso e intende avvalersi della rottamazione, in primo luogo deve rispettare il pagamento delle rate sino al 31 dicembre 2016,dal 2017 può sospendere il pagamento in attesa di ricevere da Equitalia il nuovo piano di rateizzazione.
 
  1. Semplificazioni fiscali
Fissato al 31 marzo il termine per consegnare ai lavoratori dipendenti o autonomi la certificazione unica; rimane invariato il termine del 7 marzo per l’invio telematico dei dati contenuti nella certificazione unica all’Agenzia delle Entrate.
Sospensione dal 1° al 31 agosto del termine per presentare i documenti e le informazioni richiesti dall’Agenzia delle Entrate, esclusi quelli relativi alle richieste effettuate nel corso di accessi, ispezioni o verifiche o inerenti i rimborsi Iva.
Sospensione dal 1° agosto al 4 settembre del termine per pagare le somme dovute per controlli automatici, formali, liquidazione delle imposte assoggettate a tassazione separata.
Eliminato l’obbligo di versare il modello F24 per via telematica quando l’importo supera 1.000 euro e il soggetto che effettua il versamento è un privato, in altre parole non è titolare di partita Iva. L’obbligo del telematico rimane per i titolari di partita Iva, per i privati quando sono presenti delle compensazioni fra debiti e crediti. In tutti i casi quando il saldo finale è zero, in quanto i debiti sono interamente compensati dai crediti, rimane l’obbligo dell’invio con il sistema Entratel.
Aumentato da 15.000 a 30.000euro il limite del rimborso Iva senza l’obbligo di presentare particolari garanzie.
 
  1. Operazioni con San Marino
Abrogata la norma che impone di comunicare all’Agenzia delle Entrate gli acquisti senza Iva effettuati da fornitori con sede nella Repubblica di San Marino.
 
  1. Posticipati il termine per i versamenti Irpef ed Irap
Per evitare la concomitanza con i versamenti Imu e Tasi dal 2017 il termine per il pagamento del saldo e primo acconto Irpef e relative addizionali o imposte sostitutive, Irap ecc. viene fisato al 30 giugno con possibilità di pagare entro il 30 luglio maggiorando l’importo dello 0,4% a titolo di interessi. La posticipazione del versamento riguarda anche il saldo Iva per chi non intende versare entro il 16 marzo.
 
  1. Cessazione partite Iva inattive
L’Agenzia delle Entrate procederà d’ufficio alla cancellazione delle partite Iva di quei soggetti che negli ultimi tre anni non hanno esercitato attività.
Le modalità di cancellazione verranno stabilite con un provvedimento della stessa Agenzia delle Entrate.
 
  1. Sanatoria per le omesse comunicazioni di proroga delle locazioni in cedolare secca
Con l’introduzione della cedolare secca che ha eliminato l’obbligo di versare l’imposta annuale di registro del 2% del canone di affitto, molti proprietari di abitazioni locate si sono dimenticati di comunicare, all’Agenzia delle Entrate,il rinnovo tacito del contratto.
Per ovviare a tale dimenticanza era possibile ricorrere alla cosiddetta“remissione in bonis” pagando una sanzione di 258 euro, ma ciò era consentito solo se non era scaduto il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno nel corso del quale era scaduto il contratto; (esempio contratto scaduto il 30 aprile 2015, la remissione in bonis doveva essere fatta entro il 30 settembre 2016) oltre tale termine non era possibile nessuna comunicazione e pertanto saltava anche la tassazione agevolata in cedolare secca.
Con la norma in esame vale il comportamento concludente pertanto la tassazione in cedolare secca non viene messa in discussione, quindi non viene applicata la revoca automatica dell’opzione, rimangono le sanzioni che sono fisate in euro 100 ridotti a 50  se la comunicazione viene fatta entro 30 giorni dalla scadenza. 




Confagricoltura Mantova, Finanziamenti ed aiuti, Semplificazione amministrativa



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