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Confagricoltura risceglie Guidi: «Avanti col cambiamento, la strada è segnata».
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16 Aprile 2014


Mario Guidi, presidente di Confagricoltura.
Mario Guidi, presidente di Confagricoltura.
Quell’attitudine al cambiamento, che è un po’ il tratto distintivo della sua leadership, piace. Perché una cosa è certa: con Mario Guidi l’organizzazione è mutata profondamente. Un rinnovamento indubbiamente apprezzato visto che l’assemblea di Confagricoltura lo ha riconfermato alla presidenza per il prossimo triennio, con 497 voti su 509. Del resto, quella che Guidi ha presentato all’assemblea dopo tre anni di mandato è una Confagricoltura che ha rivoluzionato il suo modo di intendere il sindacato e che oggi è pronta a raccogliere la sfida che i tempi e il nuovo governo del Paese lanciano al sistema dei corpi intermedi nel suo complesso. «Dal 2011 ad oggi – ha detto il presidente nazionale - sono avvenuti cambiamenti profondi e irreversibili, a livello nazionale ed internazionale, ed è ormai chiaro che niente potrà tornare come prima. La direzione è segnata: uno Stato più “magro”, un welfare più efficiente, mercati meno ingessati, regole meno asfissianti; attraverso riforme strutturali, la riduzione della spesa pubblica e delle partecipazioni dirette. In questo contesto anche le organizzazioni intermedie dello Stato, da quelle di rappresentanza alle istituzioni, comprese le Province, i piccoli Comuni, le Camere di Commercio, sono in discussione al pari della dirigenza pubblica».Confagricoltura ha colto questi segnali da tempo ed ha avviato un processo di riorganizzazione interna basato sull’innovazione mentale, sociale, associativa, sindacale e organizzativa.

«Questo lavoro – ha proseguito Guidi – ci ha permesso di ottenere importanti risultati anche sul fronte normativo, di vincere la doppia battaglia sull’Imu, di chiudere la vicenda della Tasi in modo soddisfacente, di ripristinare la fiscalità agevolata per le società agricole. Provvedimenti che hanno generato un risparmio significativo per le imprese, che potrà aumentare ancora se verranno accolte le nostre proposte sulla semplificazione. Ma che, soprattutto, ci ha consentito di raggiungere gli obiettivi che l’assemblea mi aveva affidato tre anni fa, al momento della mia elezione. L’affermazione di una leadership nel settore, la promozione dello sviluppo delle imprese agricole, l’innovazione della nostra forma di rappresentanza. Ora – ha concluso il presidente di Confagricoltura – siamo alla revisione di medio termine di un programma ambizioso, di una rivoluzione fin qui silenziosa, che vogliamo cominciare a comunicare. Siamo pronti per una fase nuova, quella di un sindacato che ritrova le proprie ragioni non solo nella tradizione e nella continuità, ma anche in una profonda rivisitazione del proprio modo di funzionare a favore delle imprese associate e nell’interesse generale del Paese. Non è un ragionamento solo organizzativo, ma soprattutto politico-sindacale. Perché su questa base si costruiscono le linee portanti dell’azione di rappresentanza, a partire dai prossimi appuntamenti, dalle elezioni europee alle decisioni sulla Pac e la stesura dei PSR, dalla legislazione fiscale e del lavoro alla proposta economica o giovanile, fino a Expo 2015, che sarà la vera occasione di confronto sull’idea di agricoltura che vogliamo sostenere ed affermare».

Grande soddisfazione per il Guidi – bis è stata espressa dal numero uno di Confagricoltura Mantova, Matteo Lasagna: «La profonda fiducia che riconosciamo al nostro presidente nazionale non è certo un mistero. Come ho detto più volte, Mario Guidi è l’uomo giusto per un’organizzazione che vuole continuare a porre gli interessi degli imprenditori agricoli, e non i propri, in primo piano. Guidi ha già dimostrato grande credibilità in un momento cruciale come quello attuale, in cui le scelte decisionali condizioneranno il futuro del settore. A lui e alla sua squadra vanno i migliori auguri di buon lavoro e un sincero ringraziamento per l’impegno profuso finora».

Per la prima volta, la giunta di Confagricoltura, eletta insieme al presidente Guidi, parla lombardo. Sono infatti due, Antonio Piva di Cremona e Antonio Boselli di Milano, i componenti dell’organo esecutivo confederale.

Mario Guidi, chi è.

Nato a Codigoro (Ferrara) il 10 ottobre 1961, è sposato ed ha una figlia. Dopo gli studi superiori e la laurea in Scienze agrarie all’università di Bologna, ha prestato servizio militare come tenente degli alpini, per poi dedicarsi all’azienda agricola di famiglia (600 ettari a prevalente indirizzo cerealicolo e risicolo, a cui si aggiungono coltivazioni orticole e frutticole). Impegnato con passione nella vita organizzativa ed amministrativa del settore agricolo, ha ricoperto numerosi incarichi in ambito associativo, cooperativo e consortile. Nel 1998 è stato eletto presidente del Consorzio di Bonifica del 1° circondario - Polesine di Ferrara. Vicepresidente dell’A.N.G.A. (Associazione nazionale dei giovani agricoltori di Confagricoltura), nel 2001 si è aggiudicato la guida dell’Unione provinciale Agricoltori di Ferrara, carica ricoperta per due mandati. Nel 2007 è entrato a far parte della giunta esecutiva nazionale. Il 31 marzo 2011 è diventato presidente nazionale di Confagricoltura.
È stato presidente dell’Associazione Nazionale Bieticoltori (A.N.B.) e ha ricoperto ruoli importanti in istituti finanziari e creditizi. Dal febbraio 2014 è socio corrispondente dell’accademia nazionale di Agricoltura. Da marzo 2014 è coordinatore di Agrinsieme, la sigla che riunisce Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative agroalimentari.
 





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