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Crisi del settore avicolo lombardo, la Federazione regionale scrive a Fava.
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13 Febbraio 2014


Schiacciati dalla parte industriale che non lesina disdire contratti di soccida per approvvigionarsi di carne e animali a basso costo nei Paesi extra Ue e danneggiati da una mancanza di chiarezza nell’etichettatura delle carni, gli allevatori di avicoli di Confagricoltura Lombardia chiedono misure urgenti a sostegno del settore. A seguito della partecipata riunione della Federazione regionale allevamenti avicoli tenutasi nei giorni scorsi presso la sede di Confagricoltura Mantova, presieduta da Gianni Comati, i produttori hanno formulato alcune precise richieste da presentare all’assessore all’Agricoltura Gianni Fava.

Nel documento, che presto sarà inviato agli uffici della Regione, si chiede l’adozione di un’etichettatura che consenta al consumatore di poter finalmente discernere fra carne made in Italy e prodotto importato, una concreta semplificazione degli adempimenti burocratici, che saranno appesantiti con l’introduzione della ormai prossima anagrafe e infine misure di sostegno finanziario specifiche per il settore, da individuarsi nei prossimi bandi del programma di sviluppo rurale. «Il nostro settore – hanno sottolineato i produttori di Confagricoltura – risulta strategico per mantenere occupazione e fornire garanzie sanitarie ai consumatori. Le istituzioni non possono non darci una mano, visto e considerato che il comparto avicolo non ha mai percepito un euro di aiuti».




Avicoli, Confagricoltura Lombardia



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