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Revisione macchine agricole dal primo gennaio, Agrinsieme non ci sta.
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20 Novembre 2013


1° gennaio 2014. Questa la data in cui scatterà l’obbligo di revisione per le macchine agricole, ma la normativa in materia è ancora in alto mare. Il decreto attuativo che doveva essere emanato entro il 28 febbraio non è stato ancora predisposto, annullando qualsiasi possibilità residua di applicare la norma a partire dal 1° gennaio. Tempi troppo stretti, dunque, e il rischio di enormi difficoltà per il settore considerando il notevole numero di veicoli che dovrà essere sottoposto a revisione: più di due milioni tra macchine agricole e operatrici. Da qui la decisione di  Agrinsieme di scrivere ai ministeri competenti per richiamare l’attenzione sui problemi scaturiti dall’emanazione del decreto legge. La nuova norma prevede che le procedure di revisione riguardino le macchine provviste di targa – quindi trattrici, mietitrebbiatrici, trattrici con pianale di carico e rimorchi – immatricolate sia prima che dopo il 2009. Ma tutte le indicazioni operative, quelle relative alle modalità di svolgimento delle operazioni di revisione, dai parametri da verificare ai costi della revisione, dai tempi di adeguamento alle strutture abilitate, devono essere definite, appunto, da uno o più decreti attuativi dei ministeri dei Trasporti e delle Politiche agricole. Il testo che ha convertito in legge il decreto sviluppo prevede che sia data precedenza nelle operazioni di revisione alle macchine immatricolate prima del primo gennaio 2009. E che comunque sarà un decreto attuativo a indicare gli scaglioni di macchine da sottoporre a revisione.

«Inoltre – si legge nella lettera di Agrinsieme – la revisione obbligatoria rischia di essere attuata in assenza di interventi di sostegno economico. Si ricorda, a questo proposito, che l’utilizzo delle risorse disponibili nel settore agricolo si scontra con i forti vincoli imposti dal meccanismo comunitario del de minimis, che impediscono di fatto di poter applicare gli incentivi per la sostituzione del parco macchine».
«Confagricoltura – spiega il presidente dell’organizzazione, Matteo Lasagna – non condivide affatto l'impostazione di questa  revisione perché si tratta di un provvedimento mirato a far cassa e che non avrà alcun effetto concreto sulla sicurezza in fase di circolazione». Da qui la richiesta di un differimento al 1° gennaio 2016 della data di attuazione del provvedimento, così da collegare l’avvio della revisione all’attivazione dei bandi sullo sviluppo della nuova Pac e al superamento del problema del de minimis agricolo.

 





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