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De minimis, indispensabile un innalzamento del valore. E Agrinsieme scrive al governo.
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03 Luglio 2013


Innalzare il valore del de minimis da 7.500 ad almeno 50mila euro. È la richiesta partita da Agrinsieme per sostenere il settore primario in una congiuntura economica complessa come quella attuale. Oggi – lo ricordiamo – la regola comunitaria non consente alle imprese di percepire aiuti di Stato superiori a 7.500 euro in tre anni. La speranza è che il ministero dell'Agricoltura si attivi tempestivamente per arrivare a una modifica alla regola comunitaria, così da permettere alle aziende di abbattere il costo del denaro su volumi maggiori di credito per l'esercizio rispetto a quelli attuali. Da qui la stesura di due lettere inviate dal coordinatore di Agrinsieme rispettivamente al presidente del Consiglio Enrico Letta e ad alcuni ministri del governo per chiedere di promuovere a livello comunitario una modifica al regime di de minimis. «È inaccettabile che in momento così difficile il comparto agricolo venga penalizzato rispetto ad altri settori economici – ha detto Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – I costi di produzione sono alle stelle e gli imprenditori necessitano di volumi di credito molto più sostanziosi rispetto a quelli ottenibili attraverso il sistema in vigore. Non dimentichiamo che questo importante strumento di sostegno non rientra nel computo degli aiuti comunitari notificati da ogni singolo Stato all'Unione Europea». L'iniziativa lanciata da Agrinsieme è stata accolta con favore non solo da Confagricoltura, ma dall’intero coordinamento.





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