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Direttiva nitrati, ennesima bacchettata da Bruxelles. Avviata la procedura di infrazione.
News e comunicati ^
 
04 Marzo 2013


Gli avvertimenti e le perplessità espressi da Confagricoltura, sia a livello locale che nazionale, non sono bastati. Quanto temuto è accaduto. Bruxelles ha aperto la procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto della direttiva Ue sui nitrati. E lo ha fatto con una lettera indirizzata alle autorità italiane e notificata il 21 febbraio scorso. Insufficienti, quindi, le spiegazioni inviate dal nostro Paese alla Commissione europea sul comma che applica, per un anno, i criteri delle zone non vulnerabili a quelle vulnerabili. La possibilità di distribuire nei campi fino a 340 chili di azoto per ettaro l’anno, anziché 170 chili, attraverso liquami e letami degli allevamenti, rappresenta quindi una violazione della direttiva Ue sull’inquinamento delle acque. «Non avevamo certo nascosto la nostra preoccupazione per la presa di posizione della Commissione europea sull'attuazione della direttiva nitrati da parte dell'Italia – ha commentato il presidente dell’organizzazione, Matteo Lasagna – Sottolineando la necessità, per le imprese zootecniche, di risposte chiare e puntuali viste le grandi difficoltà riscontrate nel mettere in pratica i tanti adempimenti riportati nella normativa». Ma la paventata lettera di Bruxelles oggi è un dato di fatto. La Commissione ha ribadito, nero su bianco, che l’Italia sta venendo meno agli obblighi imposti dalla direttiva e che, se non verranno fornite dalle autorità nazionali idonee precisazioni entro 15 giorni dal ricevimento della lettera del Commissario all'Ambiente, la questione sarà esaminata dalla Corte di giustizia europea con l'inevitabile condanna del nostro Paese al pagamento di pesanti sanzioni. Inoltre, ci potrebbero essere ripercussioni anche per gli agricoltori venuti meno al rispetto di una delle misure di condizionalità previste dalla PAC, con possibile revoca dei contributi e richiesta di restituzione di quelli già erogati. In merito alla situazione che si è venuta a creare, Confagricoltura, diversamente da chi ha decantato vittorie di Pirro, ha chiesto a più riprese che venga adottata dai ministeri competenti e dalle Regioni una strategia comune per superare questa difficile fase che rischia di mettere ancora più in difficoltà il settore, evitando peraltro che si creino situazioni disomogenee sul territorio nazionale. L’obiettivo di aggiornare la delimitazione delle aree vulnerabili deve essere comunque rapidamente perseguito, come occorre dare risposte alle imprese zootecniche che stanno riscontrando notevoli difficoltà ad applicare tutti gli adempimenti previsti dalla normativa sui nitrati di origine agricola. Ragion per cui è indispensabile che venga concluso rapidamente lo studio previsto dall’accordo Stato Regioni del 5 maggio 2011 e finalizzato ad aggiornare la delimitazione delle aree vulnerabili, anche sulla base del ruolo effettivo sull’inquinamento delle acque esercitato dalle sorgenti extra-agricole, così da poter presentare alla Commissione Europea, in conformità con quanto previsto dalla direttiva nitrati, una richiesta supportata da adeguate basi scientifiche.

 




Confagricoltura Mantova, Direttiva nitrati, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova



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