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Lasagna: Imu agricola insostenibile in alcuni comuni del Mantovano.
News e comunicati ^
 
06 Febbraio 2013


Le parole non bastano, servono fatti. Soprattutto in un contesto come quello attuale, che non fa altro che confermare il grido di allarme che Confagricoltura Mantova aveva lanciato sin dai primi giorni dall'entrata in vigore della nuova imposta municipale. Da qui l’invito dell’organizzazione a rispettare gli impegni presi per la restituzione agli agricoltori dell'Imu pagata in più rispetto alle previsioni, una resa riportata tra l’altro in un apposita norma di legge che recita testualmente: "Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base dell'andamento del gettito alla modifica dell'aliquota da applicare ai medesimi fabbricati e ai terreni in modo da garantire che il gettito complessivo non superi per l'anno 2012 l’ammontare previsto dal ministero dell' Economia e delle Finanze rispettivamente per i fabbricati rurali ad uso strumentale e per i terreni". Per Confagricoltura, insomma, è davvero tempo di fare chiarezza sulla stortura di un tributo che colpisce due volte i beni produttivi agricoli, prima come terreni e poi come fabbricati strumentali. «Di conseguenza – sottolinea il presidente dell’organizzazione, Matteo Lasagna – chiediamo al nuovo governo l'immediata cancellazione dell'Imu sui fabbricati strumentali. L’Agricoltura – continua – ha pagato più del dovuto per l’imposta municipale unica varata nel decreto “Salva Italia”. Sono state quindi confermate le previsioni che la nostra organizzazione aveva paventato su quella che consideriamo a tutti gli effetti come una vera e propria patrimoniale agricola che ha inferto il colpo di grazia a un settore già in ginocchio».
E gli uffici di Confagricoltura hanno anche calcolato l’entità dell’imposta nei singoli comuni della provincia. In alcuni casi, sindaci e consiglieri proprio non si sono risparmiati. Maglia nera per Ostiglia, Revere, San Giacomo delle Segnate, Sermide, Sabbioneta e Roverbella dove l’aliquota applicata ha sfiorato se non raggiunto quella massima consentita (1,06%). Tra i comuni più virtuosi, si segnalano invece Asola, Canneto, Castelbelforte, Castel Goffredo, Gonzaga. E poi Roncoferraro, Suzzara e San Giovanni del Dosso. «Abbiamo notato che il carico contributivo che ha pesato di più sulle spalle degli agricoltori è stato il terreno – ha aggiunto Lasagna – Molti comuni non hanno mantenuto l’aliquota base e questo sta creando disagi pesanti agli operatori del settore. Fortunatamente non sono mancati sindaci che hanno dimostrato più sensibilità. Mai come ora, alla politica chiediamo serietà e concretezza. Basta a slogan elettorali, vogliamo che venga restituito quanto è stato iniquamente sottratto alle imprese agricole senza aggravare ulteriormente la situazione del comparto». 
 




Confagricoltura Mantova, Fabbricati rurali, Imu



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