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Pac da riscrivere ed elasticità sugli ogm. Lasagna traccia la rotta per il 2013.
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04 Gennaio 2013


Presidente Lasagna, il 2012 è stato un anno estremamente difficile. Il sisma dello scorso maggio ha inferto un colpo durissimo al settore, cosa devono aspettarsi ora i tanti agricoltori terremotati?

«Finalmente sono in arrivo i sei miliardi che permetteranno alle famiglie e alle imprese danneggiate di partire con la ricostruzione. Cassa Depositi e Abi, l'associazione banche italiane, hanno appena firmato un importante accordo che di fatto ha sbloccato gli aiuti. A partire dal 10 gennaio entreremo compiutamente nella fase della ricostruzione, mentre è già possibile presentare domanda per richiedere i contributi a fondo perduto. L'approvazione e la verifica dipenderanno comunque dagli enti locali. Come Confagricoltura, chiediamo solo che le imprese lombarde non vengano dimenticate, né considerate seconde a quelle emiliane. Non esistono terremotati di serie A o di serie B e nessuno deve essere lasciato indietro nella catena degli aiuti. Equità nella distribuzione delle risorse, non vogliamo altro. Un ringraziamento particolare va a Carlo Maccari, vicecommissario regionale per l'emergenza terremoto, per la sensibilità e l’attenzione dimostrate in questi mesi».

Quali le principali sfide del 2013?

«La nuova Pac in primis, la consideriamo profondamente iniqua. Ignora le specificità delle colture, prevedendo aiuti standardizzati. Sarà prioritario costituire un fronte unico per sradicare i pregiudizi di Bruxelles. L’agricoltura deve continuare a produrre per sfamare e sarà indispensabile, in un futuro non molto lontano, fare i conti con i vantaggi offerti dalla sperimentazione di ogm. A questo punto, mi pare doveroso ricordare l’altissimo impegno scientifico di Rita levi Montalcini che nel 2009 intervenne in chiusura del forum di Confagricoltura. Rispondendo alle domande di Bruno Vespa sul rapporto tra scienza e alimentazione, insistette sulla necessità di lasciare spazio alla conoscenza. Le sue parole di allora restano un monito per tutti noi».

Cosa chiedete alla politica?

«Di non tirare troppo la corda. Imu e burocrazia stanno davvero distruggendo le nostre imprese. Siamo consapevoli di dover contribuire al risanamento del Paese e pronti a fare la nostra parte, ma non possiamo neanche tacere difronte al massacro del nostro settore».

Quali i settori che registrano più difficoltà in questo momento?

«Diversi. I cerealicoltori sono vittime di un’annata particolarmente critica per la siccità e la contaminazione da aflatossine. Le terribili scosse dello scorso maggio ovviamente hanno messo in ginocchio il lattiero – caseario. Terremoto, purtroppo, può significare anche tentativi di speculazione e ce ne sono stati molti. Di certo il tradizionale incontro con i presidenti dei consorzi di tutela di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, Nicola Cesare Baldrighi e Giuseppe Alai, in programma il 15 gennaio nella sede centrale di via Fancelli, quest’anno avrà ancora più valore e colgo l’occasione per invitare tutti gli operatori del settore a partecipare. Sarà possibile tutelare il comparto e i redditi dei suoi operatori solo insistendo sulla programmazione produttiva e sull’equilibrio tra domanda e offerta. Per la suinicoltura, invece, il 2012 è stato l’anno del saliscendi. Timide riprese alternate a pesanti ricadute. Gli ultimi mesi hanno registrato una sempre più sensibile diminuzione dei prezzi dei suini a fronte dell’aumento dei costi di soia e mais».

Recentemente le elezioni per il riordino dei consorzi di bonifica. Cosa prevedete su questo fronte?

«Premetto che Confagricoltura si è opposta sin dall’inizio al processo di unificazione, convinta che il sistema consorzi funzionasse bene anche prima della sua riorganizzazione. L’accordo siglato con Coldiretti e Cia ha permesso comunque  di gestire in maniera equilibrata un momento di passaggio piuttosto delicato, quello del riordino. A breve termine prevediamo un possibile aumento del tariffario dovuto ai costi della fusione; in un futuro non molto lontano una gestione più stabile e l’ottimizzazione dei mezzi produttivi».
 
 




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