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Cessione dei prodotti agricoli, arriva l'obbligo del contratto scritto.
News e comunicati ^
 
22 Ottobre 2012


La cessione di prodotti agricoli e alimentari deve obbligatoriamente avvenire con contratto scritto, ad imporlo è l’art. 62 del D.L. 1/2012 convertito con modificazioni nella legge 27/2012.
 
Quando sussiste l’obbligo del contratto scritto
L’obbligo del contratto scritto sussiste in tutti i casi in cui il prodotto agricolo o alimentare viene ceduto a titolo oneroso ad un soggetto che opera nel territorio italiano ed in esercizio d’impresa. La mancanza dell’atto scritto e degli elementi essenziali, riportati più sotto, porta alla nullità del contratto di vendita.
 
Casi di esclusione
Il contratto scritto non è obbligatorio in presenza di:
1) conferimenti di prodotti agricoli e ittici da parte del produttore socio a società cooperative agricole oppure alle organizzazioni dei produttori, le cosiddette “OP”;
2) cessioni “istantanee” quando contemporaneamente alla consegna avviene il pagamento del prodotto;
3) cessione a privati consumatori, vale a dire a soggetti che non operano in esercizio d’impresa arte o professione.
Come riportato al paragrafo precedente la norma si applica ai trasferimenti a titolo oneroso di prodotti la cui consegna avviene nel territorio italiano. Pertanto ne sono escluse le vendite per le quali il prodotto viene consegnato all’estero.
 
Atto scritto
Il contratto deve contenere i seguenti dati:
  • durata del contratto;
  • quantità;
  • caratteristiche del prodotto venduto;
  • prezzo;
  • modalità di pagamento.
 
Atti che assolvono la forma scritta
Per “forma scritta” si intende qualsiasi forma di comunicazione scritta  che può essere trasmessa per via elettronica,  a mezzo telefax, può anche priva di sottoscrizione, l’importante che manifesti la volontà delle parti di addivenire alla cessione dei prodotti.
I documenti ritenuti idonei sono:
a) il contratto di cessione dei prodotti;
b) il documento di trasporto (DDT), la bolla di consegna o la fattura;
c) l’ordine di acquisto con il quale l’acquirente commissiona la consegna del prodotto.
 L’importante che i documenti riportati alle sopra citate lettere a), b) , c) contengano gli elementi essenziali ossia quelli riportati al paragrafo precedente.
Per fare un esempio il documento di trasporto (DDT) che normalmente viene emesso quando si consegna un prodotto venduto, oltre a riportare la quantità  e le caratteristiche del prodotto ceduto, dati da sempre esposti, dovrà essere completato anche con la durata del contratto, il prezzo e le modalità di pagamento.
IMPORTANTE: i documenti di trasporto, le bolle di consegna e le fatture integrati al fine di assolvere agli adempimenti che stiamo trattando, devono obbligatoriamente riportare la seguente frase “assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012 n. 27”.
Per chi sceglie di integrare documenti di trasporto, bolle di consegna o fatture, di conseguenza non stipulare contratti di cessione,  è consigliato dotarsi di un  timbro che riporta la frase sopra evidenziata; onde evitare, scrivendo, di  commettendo errori od omissioni passibili di sanzione.
 
Termini di pagamento
I termini di pagamento decorrono dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura e sono così fissati:
-  entro 30 giorni  per i prodotti deteriorabili,
-  60 giorni per gli altri prodotti.
La data di ricevimento della fattura è validamente certificata se consegnata:
  • a mano (in tal caso si consiglia di far apporre dal ricevente una firma per accettazione vicino la data);
  • a mezzo raccomandata A.R. ;
  • tramite posta elettronica certificata (PEC);
  • tramite electronic data interchange (EDI).
 Da notare che la trasmissione della fattura a mezzo posta senza raccomandata non è considerato mezzo idoneo per certificare la consegna della fattura.
Se la data di ricevimento della fattura non è certa, si presume che la stessa sia stata ricevuta con la data di consegna del bene.
Per fare un esempio sul termine ultimo di pagamento, prendiamo il caso di un prodotto deteriorabile (termine di pagamento 30 giorni) consegnato il 6 novembre, fatturato il 30 novembre, spedito a mezzo raccomandata A.R. e ricevuto dall’acquirente il  5 dicembre. Il termine di 30 giorni, entro i quali deve essere effettuato il pagamento, decorre dal 31 dicembre e scade il 29 gennaio dell’anno successivo.
 
Prodotti considerati deteriorabili
Sono considerate “merci deteriorabili:
a) i prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati che riportano una data di scadenza non superiore a 60 giorni;
b) i prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi;
c) i prodotti a base di carne ;
d) tutti i tipi di latte.
Se un produttore consegna all’acquirente prodotti deteriorabili il cui termine di pagamento è 30 giorni e prodotti non deteriorabili dove il termine di pagamento passa a 60 giorni, deve emettere fatture separate.
 
Interessi per tardivo pagamento
Gli interessi di mora decorrono automaticamente decorso il termine di pagamento (30 o 60 giorni a seconda del prodotto consegnato) e sono calcolati utilizzando il tasso di riferimento indicato nella normativa nazionale di recepimento delle direttive comunitarie in materia di transazioni commerciali. Attualmente il saggio degli interessi di mora applicabile alle transazioni è pari al 10%.
In alternativa le imprese possono concordare un tasso diverso purché non risulti iniquo per il venditore.
 
Pratiche commerciali sleali
la norma vieta le pratiche commerciali considerate sleali quali:
1) imporre condizioni contrattuali gravose;
2) applicare condizioni diverse per prestazioni equivalenti;
3) subordinare la conclusione del contratto alla esecuzione di prestazioni aventi oggetto diverso;
4) conseguire indebite prestazioni unilaterali;
5) adottare in genere condotte commerciali sleali.
 
Sanzioni
In caso di mancato rispetto della normativa sono previste, a carico della parte inadempiente, le seguenti sanzioni:
  • da un minimo di 516,00 ad un massimo di 20.000,00 euro se non viene redatto l’atto scritto; l’entità della sanzione è rapportata al valore dei beni ceduti;
  • da un minimo di 500,00 ad un massimo di 500.000,00 euro in caso di mancato rispetto del termine di pagamento; l’entità della sanzione è determinata avendo riguardo al fatturato dell’azienda e alla sua recidività;
  • da un minimo di euro 516,00 ad un massimo di 3.000,00 euro in presenza di comportamento sleale; l’importo della sanzione è determinato in base al beneficio ricevuto.
Le sanzioni amministrative sono applicate dall’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato.
 
Entrata in vigore
La normativa in commento entra in vigore il giorno 24 ottobre 2012, pertanto  i contratti effettuati da questo giorno in poi dovranno essere scritti e non più verbali.
I contratti stipulati prima di tale (quasi sempre privi della forma scritta)  dovranno essere adeguati non oltre il 31 dicembre 2012.   




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