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Nutrie, dalla Regione una guerra senza precedenti. Presentata una proposta di legge per risolvere il problema
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18 Luglio 2012


È una guerra senza precedenti quella dichiarata dal Pirellone alla nutria, roditore nel mirino del consiglio regionale lombardo per i gravi danni che provoca all'agricoltura, mettendo seriamente a rischio l'equilibrio idrogeologico della pianura padana. Senza dimenticare le gravi malattie che può trasmettere e il pericolo che rappresenta per gli automobilisti. Un nemico da abbattere con determinazione, come più volte rimarcato da Confagricoltura Mantova. Il controllo della fauna selvatica, attualmente, è disciplinato a livello nazionale dall'articolo 19 della legge 157 del ‘92. Norma che  prevede una serie di condizioni che finora hanno reso spesso inefficaci le misure di contenimento adottate. Da qui una proposta di legge, partita proprio dalla Regione e fortemente condivisa da Confagricoltura, per escludere la nutria dalle specie tutelate dalla norma in questione. E non solo. Dal Pirellone anche la richiesta della possibilità, per le Regioni (derogabile alle Province), di predisporre piani per il controllo numerico delle nutrie o azioni di abbattimento tramite metodi selettivi (anche da parte dei singoli cittadini, liberi di piazzare trappole o imbracciare la doppietta e aprire il fuoco contro i roditori, purché in possesso di licenza di caccia) anche in aree protette e parchi naturali, previa intesa con gli enti coinvolti.

E c’è di più, perché la proposta del consiglio lombardo prevede che i piani regionali di controllo si occupino anche dello smaltimento: il parlamento lombardo, in tal senso, spera di vedere incentivato l'interramento, ovvero la sepoltura dell'animale, una volta abbattuto a colpi di doppietta, previa autorizzazione della Asl competente. Sistema che si tradurrebbe in una riduzione dei costi notevole. Una guerra totale, dunque. Il perché è noto: ogni nutria può arrivare a consumare ben due chili e mezzo di prodotto fresco al giorno, con conseguenze immaginabili per le coltivazioni. Inoltre, la nutria scava la sua tana in zone vicine all'acqua, prediligendo gli argini fluviali e i canali di scolo, e mettendo costantemente a repentaglio l'assetto idrogeologico. «Apprezziamo l’interesse dimostrato dalla Regione per un problema che va risolto una volta per tutte – ha detto il numero uno di Confagricoltura Mantova, Andrea Pagliari – Le azioni intraprese purtroppo non hanno dato i risultati sperati, servono interventi più incisivi e finanziamenti più consistenti di quelli erogati finora alla Province per i piani di contenimento». Per portare a casa una vittoria, però, la Lombardia ha bisogno di un alleato forte, il parlamento, chiamato a risolvere quel nodo legislativo che fin qui ha impedito alla Regione di agire con la necessaria determinazione.
 





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