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Fitofarmaci, si cambia. Via libera all’uso in deroga del triciclazolo per la lotta al brusone del riso.
News e comunicati ^
 
16 Maggio 2012


Buone notizie per i risicoltori. Il ministero della Salute ha approvato l’uso in deroga, per 120 giorni, del triciclazolo, funghicida per la lotta al brusone del riso. È stata così accolta una richiesta presentata tempo fa da Confagricoltura. Il riso – ricordano da via Fancelli – è tra le colture che registrano grandi difficoltà per la mancanza di molecole utili per la lotta fitopatologica. Tra le malattie fungine che possono interessare questa eccellenza, il brusone è la più diffusa. Da non dimenticare poi che i possibili impatti sulla risicoltura di alcuni cambiamenti nei sistemi di difesa, dovuti al persistere del divieto d’uso del triciclazolo, possono comportare cali di produzione importanti. Un danno ingente per Mantova, che ne produce ogni anno più di 1500 ettari. Mentre l'Italia è il primo produttore europeo di riso, eccellenza che a livello nazionale ha fatto registrare un tasso di crescita di oltre il 50% dal 1980 ad oggi. «Ma le prospettive della lotta al brusone sono indissolubilmente legate al futuro del triciclazolo – precisa il presidente di Confagricoltura Mantova, Andrea Pagliari – perché al momento non esistono molecole di pari efficacia che possano sostituirlo. Per questo il triciclazolo rappresenta una componente essenziale a garanzia della produzione e a supporto della redditività di tutta la filiera risicola».

E per quanto riguarda il Propanil, sostanza attiva per cui Confagricoltura aveva chiesto l’utilizzo in casi di emergenza, fermo restando un primo parere negativo, la Commissione si è riservata la facoltà di approfondire l’argomento. Al fine di ottenere la concessione degli usi, almeno in determinate situazioni, l’organizzazione invita gli enti competenti a inviare documentazione in  grado di smentire voci sulla presunta pericolosità del Propanil per uccelli e mammiferi. Si comunica infine che il Senato ha anche approvato un emendamento, sempre proposto da Confagricoltura, che mira a risolvere il problema delle emissioni atmosferiche per gli impianti di essicazione dei cereali collocati nelle imprese agricole.    
 





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