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Confagricoltura, Coldiretti e Cia unite contro l’Imu. Consegnato al prefetto Ruffo un documento congiunto.
News e comunicati ^
 
03 Febbraio 2012


Da un lato Confagricoltura Mantova, Coldiretti e Cia. Dall’altro il prefetto di Mantova, Mario Rosario Ruffo. Sul tavolo un documento congiunto per manifestare grande preoccupazione per l’impatto che la manovra fiscale varata dal governo Monti avrà sull’agricoltura. Soprattutto per l’Imu, la nuova imposta municipale che solo nel Mantovano peserà circa venti milioni di euro. La situazione è grave, al punto da non ammettere spaccature. In ballo c’è la sopravvivenza del settore.
Per questo le organizzazioni agricole hanno chiesto l’intervento del prefetto Ruffo: una richiesta di aiuto in piena regola con tanto di esempi concreti, allegati al documento, per dimostrare quanto pesante sia la ricaduta dell’Imu su terreni agricoli e fabbricati rurali. «Senza provvedimenti seri ed incisivi che vadano a ridurre gli effetti distorsivi delle scelte che il governo sta imponendo – si legge nel testo sottoscritto dalle tre organizzazioni agricole – il settore agricolo, già in difficoltà, rischia di sprofondare in una crisi drammatica e irreversibile». Poche righe, nero su bianco, per sollecitare una risposta delle istituzioni ed evitare la mobilitazione di piazza. Anche se i motori dei trattori sono già caldi, tutto dipende da cosa accadrà nei prossimi giorni.

Presto il documento mantovano approderà sulla scrivania della presidenza del consiglio e su quelle dei ministeri interessati. Si spera di avviare un dialogo sereno e costruttivo nel più breve tempo possibile. «La politica deve capire la strategicità dell’agricoltura – ha detto il presidnete di Confagricoltura Mantova, Andrea Pagliari – il nostro settore fa da volano a molti altri comparti e metterlo in ginocchio equivale a piegare l’economia nazionale». Durissime le critiche rivolte all’Imu: «In casi estremi la nuova imposta costerà alle aziende una spesa pari ad otto o addirittura nove volte in più rispetto ad oggi – ha aggiunto Pagliari –, senza contare che l’Imu non fa neanche le dovute distinzioni tra una stalla piena e una vuota, tra una casa di campagna e una di città. Si parla tanto di tutela del patrimonio agricolo, ma allo stato attuale prevediamo molte richieste di demolizione dei fabbricati rurali. Tassare beni strumentali indispensabili al nostro lavoro è illogico. Siamo vittime di una vera e propria patrimoniale agricola in un periodo in cui comparti come l’ortofrutta e la suinicoltura sono attanagliati da una crisi strutturale, mentre i costi di produzione continuano a salire».

Quanto al rincaro del gasolio agricolo, le tre Organizzazioni hanno ribadito al prefetto la necessità di un bonus produttivo sia per le serre che per le aziende. In caso contrario, molti agricoltori impossibilitati a lavorare sarebbero costretti a uscire dal mercato con pesanti ripercussioni di carattere sociale ed economico. «Purtroppo neanche i Comuni posso fare molto perché ai sindaci spetta la facoltà di alzare o abbassare l’aliquota base fino a un meno 2 per mille – ha concluso Pagliari –, confidiamo in Roma».         




Andrea Pagliari, Imu, Prefetto Mario Rosario Ruffo



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