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I suinicoltori di Confagricoltura Mantova: legittimo il listino CUN, illegittimo il comportamento degli industriali
News e comunicati ^
 
04 Gennaio 2012


Ribadire la validità legale del prezzo fissato in sede Cun ed emettere fattura per i suini da consegnare in base al medesimo prezzo. E poi posticipare la prenotazione dei suini al giovedì pomeriggio, dunque dopo il classico appuntamento di mercato al Mamu. Infine costituire una pre – commissione di allevatori col chiaro compito di fornire ai commissari un quadro della situazione di mercato che sia il più oggettivo possibile.

Non chiacchiere, ma azioni concrete quelle studiate dagli allevatori che oggi 4 gennaio si sono riuniti nella sede di Confagricoltura Mantova per decidere come comportarsi domani a Parma (solo per questa settimana la commissione non si riunirà al Mamu, bensì a nella sede della città emiliana, come richiesto dal Mipaaf a novembre scorso) in caso di ulteriori problemi. Scelta inevitabile all’indomani dell’ultimo giovedì nero del 2011, quando il lavoro della commissione è stato bruscamente interrotto dall’uscita anticipata dei rappresentanti dei macellatori per le difficoltà legate alla ricerca di un accordo sul prezzo. Il nuovo regolamento della Cun prevede la possibilità, per i produttori, di fissare il prezzo anche in assenza della parte industriale o viceversa. Così è accaduto giovedì scorso dopo l’abbandono del tavolo delle trattative da parte dei macellatori. Allora gli allevatori hanno deciso di mantenere la quotazione di sette giorni prima, quotazione che in questi giorni i macellatori non stanno rispettando, pagando al ribasso. Ma i produttori non sono più disposti a tollerare tanta arroganza. E nel caso in cui il braccio di ferro non finisse, si dicono pronti a vere e proprie azioni legali.

La conferma arriva dai suinicoltori: «La posta in gioco è altissima – ha denunciato Stefano Salvarani, presidente della sezione economica di Confagricoltura – qui si rischia il trasferimento o addirittura la chiusura della Cun». Mantova oggi è la capitale della suinicoltura italiana, non dimentichiamo che qui si fissa il prezzo di riferimento dell’intero mercato nazionale. «Sarebbe una perdita incalcolabile – ha aggiunto Salvarani – Siamo difronte a un boicottaggio senza precedenti,  a un chiaro e inaccettabile caso di illegalità. In una situazione del genere non resta che un’alternativa: ridurre le consegne e strappare i contratti». Una posizione, la sua, condivisa dai tanti allevatori riuniti da Confagricoltura, ormai stanchi dell’arroganza dei macellatori. Da qui la decisione di passare ai fatti, lasciando da parte le chiacchiere, con poche ma chiare condizioni per recuperare una situazione che sembra aver raggiunto il suo livello di criticità più alto.             
 



C.U.N., Ministro dell'Agricoltura, Suini



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