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Riforma Pac, cambiare si può. Confagricoltura al lavoro per una modifica positiva.
News e comunicati ^
 
23 Novembre 2011


La proposta di riforma della Pac post 2013 non piace all’Italia. Fin qui, niente di nuovo. I timori più forti riguardano la riduzione degli aiuti e le critiche all’impianto complessivo del pacchetto di misure presentato dall’Ue. Proprio per cercare una mediazione sulle divergenze, il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha fatto tappa a Roma per incontrare le principali rappresentanze del settore e fare il punto della situazione. Costruttivo il confronto con il presidente di Confagricoltura Guidi che ha insistito sulla necessità di  un’agricoltura forte, che assicuri alla Comunità europea auto approvvigionamento di cibo e sicurezza alimentare e qualità,  salubrità ed ambiente.

Questo il modello di sviluppo che l’Ue deve inseguire attraverso la nuova Politica agricola comune. «Siamo ancora in tempo per rimodulare la proposta di riforma della Pac»,  ha detto Guidi a Ciolos, in visita a  Palazzo Della Valle, sede nazionale di Confagricoltura. Il presidente ha ribadito al commissario la volontà che venga assicurata all’Italia un’invarianza  di bilancio in termini reali. «Un taglio di circa 287 milioni di euro l’anno dei fondi per la Pac – ha detto Guidi –  impoverirebbe la nostra agricoltura e ne penalizzerebbe lo sviluppo. Alle imprese servono reddito e risorse per ammodernarsi. Il futuro dell’Europa si costruisce con innovazione e investimenti». Guidi  ha quindi evidenziato come la proposta di riforma della Commissione,  oltre alla riduzione dei fondi,  preveda meccanismi di spesa più complessi che non incentivano la produzione. «Bisogna favorire la crescita dimensionale dell’agricoltura italiana – ha aggiunto –, solo le imprese forti riescono a far fronte alle crisi di mercato, alla volatilità dei prezzi, alla competizione sui mercati globali».
Tra le richieste di Confagricoltura anche quella che le somme non utilizzate a titolo di pagamenti diretti restino a disposizione degli Stati membri anche per finanziare misure integrative per la stabilizzazione del mercato. Il presidente Guidi ha infine ringraziato il commissario per la disponibilità al dialogo sulla proposta di riforma e per l’attenzione  riservata al nostro Paese e alla nostra agricoltura. Attenzione riconosciuta anche dal nuovo ministro per le Politiche agricole, Mario Catania, con cui Ciolos si è intrattenuto durante la sua visita romana. «Sono sicuro che sull’argomento non ci sarà un punto di rottura» ha detto Catania, che ha consegnato al commissario il documento condiviso che riassume le proposte delle quattro organizzazioni agricole per una riforma comunitaria più equa e sostenibile.

«Il negoziato è appena iniziato e c’è ancora molta strada da fare – ha commentato il presidente di Confagricoltura Mantova, Sergio Cattelan – ma lo spirito costruttivo con cui si sta affrontando la situazione lascia presupporre buoni margini di dialogo. C’è ancora tempo per una modifica positiva – ha concluso Cattelan –, lavoreremo in questa direzione».     



Dacian Ciolos, Mario Guidi, Ministro dell'Agricoltura Mario Catania, Riforma Pac 2014



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