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Florovivaismo: non si placa la polemica con il Conai sui vasi come imballaggi
News e comunicati ^
 
15 Giugno 2022


 
Si è tenuto pochi giorni fa un incontro con il Conai (Consorzio nazionale imballaggi) per discutere della problematica relativa alla classificazione dei vasi come imballaggi nel settore florovivaistico. La questione, all’attenzione di Confagricoltura ormai da diverso tempo e dibattuta ripetutamente nell’ambito della Fnp florovivaistica, non ha trovato ancora una interpretazione condivisa e definitiva anche a causa della diversificazione nell’uso dei vasi che si ha nel settore del florovivaismo, ma soprattutto per una impostazione non del tutto chiara della Direttiva europea sugli imballaggi e del relativo recepimento italiano, che negli esempi illustrativi prevede che:

- i “Vasi da fiori da usare solo per la vendita e il trasporto di piante e non destinati a restare con la pianta per tutta la sua durata di vita” siano da considerarsi imballaggi;
- i “Vasi da fiori destinati a restare con la pianta per tutta la sua durata di vita” non siano da considerarsi imballaggi.
Anche nel corso dell’incontro Confagricoltura, come sempre fatto anche nei precedenti incontri promossi dal Conai, ha sostenuto che il vaso non deve essere considerato un imballaggio, ma un mezzo tecnico di produzione, e pertanto non dovrebbe essere assoggettato al pagamento del contributo, poiché la sua funzione non è solo quella di agevolare la vendita ed il trasporto, ma è soprattutto intimamente connessa alla crescita della pianta, sia in fase produttiva che nelle fasi successive.

Le posizioni tra il Conai e le organizzazioni di rappresentanza sono ovviamente ancora molto distanti: da una parte il Conai intende definire un perimetro entro il quale applicare il contributo ambientale, dall’altra le organizzazioni di rappresentanza non possono accettare di veder classificato e sottoposto a tassazione uno strumento da sempre considerato un mezzo di produzione.

Il Conai, a supporto della sua tesi, ha informato dell’esito di una sentenza che considera imballaggio il “film protettivo adesivo” (nella sentenza c’è un richiamo anche ai vasi) ed ha mostrato come, gli altri paesi dell’Ue, stiano applicando la Direttiva di cui sopra: alcuni individuando un elenco di piante da assoggettare al contributo, altri facendo riferimento al diametro dei vasi, altri ancora ricorrendo ad altri indicatori. Ad ulteriore supporto della tesi secondo cui esiste una percentuale di vasi che deve considerarsi imballaggio, il Conai ha anche mostrato i risultati di un’indagine condotta presso il consumatore che dimostrerebbe che circa il 60-90% delle piante acquistate viene successivamente riposta in un altro vaso/fioriera/terreno.

L’incontro si è concluso con il rinnovo alle organizzazioni presenti ad indicare possibili modalità di applicazione di un contributo che il Conai intende, in ogni caso, rendere obbligatorio dal primo gennaio 2023.

Confagricoltura, dal canto suo, intende comunque mettere in campo diverse azioni sindacali per sostenere la tesi del “mezzo di produzione” ed evitare quindi un ulteriore appesantimento finanziario e burocratico alle imprese florovivaistiche che, a causa dell’attuale congiuntura economica e geopolitica, si trovano già in grave difficoltà.





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