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Mantova regina lombarda della frutta
News e comunicati ^
 
13 Giugno 2022


 
Primato per quanto riguarda le estensioni e grandissima varietà di prodotti a disposizione: questi i segreti della coltivazione di frutta all’interno della provincia di Mantova. Il nostro territorio è davvero re a livello regionale, anche se i numeri non sono certamente da mettere a confronto con la confinante Emilia Romagna, eccezion fatta per melone e anguria, dei quali siamo leader indiscussi.

Per quanto riguarda il melone, in pieno campo le estensioni arrivano a 2.278 ettari (dato Istat sull’anno 2021), mentre il totale regionale ammonta a 2.734 ha. Primato indiscutibile anche per l’anguria, che copre 1.300 ha in provincia, sui 1.458 complessivi della Lombardia: «La tradizione legata a queste due colture – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – è millenaria, e il nostro territorio la conserva e la migliora ogni anno, con prodotti di qualità e totalmente sicuri. Il melone mantovano è addirittura certificato come Dop. Possiamo andarne fieri». Grande merito va dato anche al terreno, perfetto, assieme a quello della vicina Cremona, per la crescita di queste due varietà.

Ma sono anche molti altri i prodotti per i quali Mantova gode del primato lombardo in fatto di superfici. Partiamo dal kiwi, altro prodotto tipico del nostro territorio, coltivato su 490 ha (in Lombardia sono 742 in totale), per arrivare poi alla pera, che assomma 611 ha sui 774 regionali. In mezzo anche la ciliegia (76 ha sui 197 della Lombardia), la pesca (90 ha sui 280 in regione) e la pesca noce (36 ha su 57 della Lombardia). Ma in provincia siamo in grado di dire la nostra anche sulla mela, siamo secondi dietro alla sola Sondrio, sull’albicocca e anche sulla fragola.

«Queste ultime superfici sono senz’altro modeste in termini assoluti, ma rappresentano un ottimo esempio di diversificazione colturale, ben presente nel nostro territorio provinciale. Alcune colture, pensiamo ad esempio alla pesca o alla pera, negli ultimi anni hanno sofferto tantissimo per gli attacchi della cimice asiatica o dell’alternaria, e hanno ridotto notevolmente le loro estensioni. Vi è poi la questione legata ai cambiamenti climatici, che stanno di certo influenzando la nostra agricoltura».





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