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Nuova legge sul bio: tutte le novità
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21 Maggio 2022


 
Il Mipaaf ha pubblicato ufficialmente la Legge 23 del 9 marzo 2022, sulle “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. La legge inquadra il settore biologico come ““sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione alimentare, basato sull’interazione tra le migliori prassi in materia di ambiente e azione per il clima e di salvaguardia delle risorse naturali e, grazie all’applicazione di norme rigorose di produzione, contribuisce alla qualità dei prodotti, alla sicurezza alimentare, al benessere degli animali, allo sviluppo rurale, alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, alla salvaguardia della biodiversità e al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’intensità delle emissioni di gas a effetto serra”.

La nuova norma prevede alcuni capisaldi da regolamentare, tra cui:
  • Il sistema delle autorità nazionali e locali, e degli organismi competenti;
  • Le azioni per la salvaguardia, la promozione e lo sviluppo della produzione agricola con metodo biologico, compresa la semplificazione burocratica, la realizzazione di campagne informative e la promozione dei prodotti stessi;
  • I distretti biologici e l’organizzazione della produzione e del mercato, comprese le forme di aggregazione di filiera;
  • L’uso di un marchio nazionale che contraddistingua i prodotti ottenuti con metodo biologico, realizzati con materie prime allevate e coltivate all’interno dei confini italiani.
E proprio quest’ultimo punto rappresenta una delle principali novità della nuova legge sul biologico: il marchio è di proprietà ministeriale e sarà richiedibile su base volontaria.

Prevista inoltre l’istituzione di un “Tavolo tecnico per la produzione biologica”, presso il Mipaaf, che avrà l’obiettivo di delineare gli indirizzi del Piano di azione, esprimere parere sui provvedimenti biologici in arrivo dal Governo e dalla Ue, proporre interventi concreti sul comparto e individuare le strategie d’azione per favorire l’ingresso e la conversione delle aziende convenzionali al metodo biologico. Il Piano di azione sopracitato prevedrà invece interventi mirati a favorire la conversione delle aziende al bio, sostenere la costituzione di forme associative e contrattuali, incentivare il consumo dei prodotti biologici e monitorare l’andamento del settore.

Altri provvedimenti inseriti nella legge sono poi il piano nazionale per le sementi biologiche, il “Fondo per lo sviluppo della produzione biologica” e i cosiddetti distretti biologici. Questi ultimi avranno l’obiettivo di promuovere la conversione al bio, stimolare e favorire un approccio di mantenimento della produzione biologica, semplificare l’applicazione delle norme di certificazione biologica, promuovere tutte le attività connesse al bio e promuovere l’applicazione di pratiche innovative.





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