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L'azienda agricola Valenza punta su equilibrio e sostenibilità
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20 Aprile 2022


I fratelli Nicola (a sx) e Cesare Valenza, con Ben alle loro spalle
I fratelli Nicola (a sx) e Cesare Valenza, con Ben alle loro spalle
 
Affondare le proprie radici nel passato (le prime tracce risalgono al 1729), vivere un presente fatto di equilibrio e stabilità, ma senza rinunciare ad uno sguardo proteso ad un futuro fatto di investimenti nel nome della sostenibilità. In queste poche righe si può racchiudere la mission dell’azienda agricola Sacca Valenza, che nelle campagne di Pegognaga, sui suoi quasi 150 ettari di terra, alleva circa 600 capi (250 in lattazione) per la produzione di latte per il Parmigiano Reggiano. Alla guida di questa meravigliosa macchina ci sono i fratelli Nicola e Cesare Valenza, ai quali da poco si è aggiunta anche Letizia (figlia di Nicola), oltre ad alcuni dipendenti. La famiglia Valenza è presente in queste terre da almeno trecento anni, e porta avanti con fierezza il proprio lavoro, nel nome dell’equilibrio: «Siamo sempre stati attenti a non fare il passo più lungo della gamba – spiega Cesare Valenza – e difatti oggi siamo tra le poche aziende in perfetto equilibrio tra numero di capi ed estensione dei terreni, per lo spandimento liquami. Siamo soddisfatti, abbiamo raggiunto i nostri obiettivi e, anche se questa condizione di stabilità a volte può sembrare un freno per il futuro, siamo certi che non mancheranno altri investimenti».

E di investimenti l’azienda ne ha fatti tanti negli ultimi quattro/cinque anni, a partire dalle tettoie della nuova stalla e dall’impianto di ventilazione. Con i bandi Psr sono stati poi realizzati nuovi fabbricati aziendali, nuovi fienili ed è partito anche un progetto sulla minima lavorazione. Una voce fondamentale è anche quella relativa alla genetica: «Tutto iniziò quando nostro padre – spiega Nicola Valenza – portò a casa dieci vitelle d’importazione dal cremonese. Da lì nacque il ceppo del nostro allevamento, e da lì abbiamo sempre lavorato per crescere animali forti, robusti e produttivi». «Siamo un allevamento autonomo quasi al 100% - aggiunge Cesare – dal momento che sia per i foraggi che per il mais siamo quasi del tutto autosufficienti. Questo aspetto, oltre che rappresentare un notevole risparmio economico, consente di avere anche una importante gratificazione personale». L’azienda inoltre aderisce dal 2016 alle misure agroambientali del Psr di Regione Lombardia, dedicate alla sostenibilità ambientale delle foraggere.

Una componente alla quale i fratelli Valenza non rinuncerebbero mai è quella relativa al benessere animale: «Gli ambienti in cui vivono – spiegano – le condizioni e gli alimenti che ingeriscono sono controllati scrupolosamente, e nulla viene lasciato al caso. Abbiamo sempre dato una grandissima importanza ai fieni, che sono il piatto forte per le nostre bovine. Un foraggio di qualità, disponibile soprattutto nell’arco dell’intero anno, in maniera costante, ci permette di lavorare con una certa tranquillità, certi di avere un prodotto di enorme qualità». Un buon aiuto arriva anche dall’essiccatoio artificiale presente in azienda, che consente di disporre di una razione sempre omogenea.

Il latte prodotto (circa 36 litri per capo al giorno) viene conferito alla latteria Gonfo, distante pochi chilometri dalla stalla, per la produzione appunto di Parmigiano Reggiano. L’attuale momento di crisi, con le materie prime volate alle stelle, viene assorbito in maniera migliore dal mondo Parmigiano Reggiano: «S’intenda, anche noi viviamo l’aumento dei costi e i rincari che stanno colpendo tutti i settori, ma grazie al valore che il nostro prodotto ha raggiunto nel tempo, possiamo gestirlo meglio, continuando a fare investimenti. È in momenti come questo che capisci come si sia seminato bene in passato, e i bilanci aziendali non possono che ringraziare». Con un prezzo del latte alla stalla quasi doppio rispetto alle attuali quotazioni, è evidente come le stalle del Consorzio Parmigiano Reggiano possano ammortizzare meglio le eventuali batoste di mercato. Il Consorzio stesso ha stabilito che la produzione 2021 sarà quella a cui fare riferimento anche per le annate 2022, 2023 e 2024, con un premio per chi rispetterà tale parametro.





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