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Siccità: è già allerta
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09 Febbraio 2022


Il Po in secca
Il Po in secca
 
L’allerta siccità torna a interessare la provincia di Mantova, e questa volta con diversi mesi d’anticipo rispetto al solito. Sì perché non siamo in estate, ma il settore agricolo è già in preallarme. Partiamo dai dati, che come sempre sono la migliore fotografia della situazione. L’ultimo bollettino sulle riserve idriche emesso da Arpa Lombardia (aggiornato al 23 gennaio 2022) parla, per la nostra regione, di un totale di 1.554,6 milioni di metri cubi di acqua a disposizione, suddivisi tra 610,6 milioni di manto nevoso, 400,3 milioni negli invasi e 543,7 milioni nei laghi.

Questi numeri sono in enorme ribasso rispetto ad un anno fa (inverno certamente proficuo dal punto di vista delle precipitazioni) quando, nello stesso periodo, a disposizione vi erano ben 5.140,5 milioni di metri cubi di acqua (3.818,9 milioni dal manto nevoso, 434 milioni dagli invasi e 887,6 nei laghi). Il calo dunque è quasi del 70%. Ma il calo è sensibile anche rispetto alla media del periodo (calcolata tra il 2006 e il 2020): in questo caso la percentuale complessiva è del -51%, con un -66,5% per quanto riguarda la neve, -30,3% per quanto riguarda gli invasi e -29,6% per quanto riguarda i laghi.

E, parlando di laghi, è curioso notare la dinamica dei volumi d’acqua presenti nel Lago di Garda. Siamo infatti a +8,7% rispetto alla media del periodo, ma questo per effetto dello scioglimento anticipato della neve in montagna, con preziose risorse idriche che si stanno disperdendo troppo precocemente, senza che vi sia la possibilità di immagazzinarle per il futuro.

«La situazione è critica – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – e di questo passo si rischia di andare già in sofferenza in vista della stagione primaverile-estiva. Preoccupa infatti che, per le prossime settimane, le previsioni meteo parlino di totale assenza di precipitazioni, che sarebbero quanto mai vitali. Raccomandiamo ai nostri imprenditori di non anticipare eccessivamente le semine, in quanto poi potrebbe essere necessario ricorrere ad irrigazioni precoci, ora impossibili però data l’assenza di acqua». A questo punto, cosa aspettarsi dal prossimo futuro? «I bollettini meteo – prosegue Cortesi – non prevedono precipitazioni almeno fino alla fine di febbraio. Sarebbe auspicabile qualche nevicata copiosa in quota e piogge in pianura, per cercare di far rientrare almeno parzialmente questo allarme che ci sta colpendo. Mi auguro che i fondi del Pnrr vengano utilizzati in parte anche per la gestione delle risorse idriche».





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