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Aviaria: si va verso la fine dell'emergenza
News e comunicati ^
 
04 Febbraio 2022


 
Aggiornamenti importanti sulla situazione legata all’epidemia di influenza aviaria che nelle scorse settimane ha colpito il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna sono arrivati in occasione della riunione di allineamento convocata da Regione Lombardia, alla presenza (virtuale) del dottor Marco Farioli, dell’U.O. Veterinaria, e del dottor Andrea Massari, della DG Agricoltura, e andata in scena oggi pomeriggio. Un’epidemia che, come ha ricordato il presidente di Confagricoltura Lombardia Riccardo Crotti, ha coinvolto in regione 1600 aziende, e ha visto l’abbattimento di oltre 15 milioni di capi, con problemi legati a spostamenti e accasamenti: «L’Italia – ha detto Crotti – produceva fino a poco tempo fa una percentuale di carni avicole pari al 107% del proprio fabbisogno, ed era dunque paese esportatore. Oggi, dopo l’ultima ondata di aviaria, siamo costretti ad importare, dal momento che sui banchi dei supermercati la carne bianca Made in Italy scarseggia».
 
Dopo un periodo di ombra però, sembra che stia per tornare il sereno, come ha spiegato Marco Farioli, dell’U.O. Veterinaria di Regione Lombardia: «L’ultimo caso di aviaria risale allo scorso 7 gennaio, eccezion fatta per una positività riscontrata in un allevamento di uccelli da voliera. Ciò significa che il virus è ancora in circolazione, ma che la situazione si sta normalizzando. Possiamo dunque riprendere l’attività, pur mantenendo altissima la guardia». «Alla fine della prossima settimana – gli ha fatto eco il dottor Vincenzo Traldi dell’Ats Val Padana – se tutto rimarrà così non avremo più zone di protezione, né a Mantova né a Cremona. Da metà febbraio poi rimuoveremo anche le zone di sorveglianza, nelle quali sono vietati gli accasamenti».
 
La riunione è stata l’occasione anche per tornare a parlare del tema vaccinazione: «Potrebbe darci una grossa mano – ha detto ancora Farioli – come un ombrello che ripara dalla pioggia. Ricordiamo però che un eventuale vaccino sviluppato adesso non avremmo la certezza che funzioni anche in caso di mutazione del virus. Questa scelta deve essere fatta a livello comunitario, in modo che non vi siano poi problemi con l’export delle carni. Il Mipaaf si sta muovendo, si tratterebbe della prima vaccinazione contro l’alta patogenicità».
 
In ultimo, la questione indennizzi, con l’ultima tranche di quelli riferiti ai danni indiretti 2019 appena arrivati in Lombardia: «In quest’ultima ondata – ha detto Andrea Massari, della DG Agricoltura di Regione Lombardia – i focolai sono stati di più, per cui temo servirà più tempo per l’arrivo dei fondi. Stiamo lavorando però affinchè possano arrivare risarcimenti immediati per i danni diretti, magari pescando risorse dai 30 milioni che sono stati stanziati per il settore avicolo. Serve uno strumento efficace e veloce».





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