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Riforma Pac 2023-2027: il Mipaaf presenta la bozza del Psn
News e comunicati ^
 
12 Gennaio 2022


 
Prosegue il percorso che porterà alla definizione completa della riforma Pac 2023-2027. Pochi giorni fa il Ministero per le Politiche Agricole ha presentato ufficialmente il Psn (Piano strategico nazionale), contenente le indicazioni italiane per l’attuazione delle varie strategie comunitarie. Il documento (di oltre 1500 pagine, è possibile consultarne una bozza qui) verrà poi inviato alla Commissione Europea, per la valutazione finale.

Ciò che fin da subito è emersa è la presenza di due schieramenti, netti e ben contrapposti. Il primo è rappresentato dalle organizzazioni di categoria agricole, che hanno valutato nel complesso positivamente l’impostazione della bozza del Psn presentata dal Mipaaf: all’interno del testo sono state infatti inserite alcune istanze presentate da Confagricoltura, che consentono di limitare (almeno in parte) i danni derivanti dalle prime indicazioni che erano arrivate da Bruxelles. Il secondo invece include le associazioni ambientaliste e animaliste che, insieme ad altre Ong, hanno fortemente criticato tale impostazione, lamentando la “scarsa ambizione ambientalista e animalista” del Psn. Tali associazioni, in seguito ad un incontro con il ministro Stefano Patuanelli, hanno chiesto entro quando potranno formulare nuove proposte e che tempi si prevedono per eventuali integrazioni al Piano. A lato di questi due schieramenti vi sono poi i sindacati, che spingono per l’introduzione della condizionalità sociale, che permetterebbe di tutelare le produzioni di paesi, come l’Italia, nei quali i diritti dei lavoratori sono tutelati al massimo.

Confagricoltura ha espresso più nel dettaglio la propria posizione, definendo la bozza del Psn come un “punto di equilibrio accettabile”, cosa non scontata viste le premesse. Occorrerà però definire e soprattutto confermare queste posizioni, cercando di resistere all’onda ambientalista, presentarle alla Commissione Ue e sostenerle nel confronto con gli esecutivi comunitari. «Eventuali modifiche profonde infatti – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – rischiano di cambiare in maniera sostanziale l’equilibrio raggiunto dal documento. Non dimentichiamo che, nel complesso, questa riforma Pac risulta in ogni caso estremamente penalizzante per le aziende agricole, per cui occorre fare tutto il possibile per non peggiorare ulteriormente la situazione».





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