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Nuova Pac, risicoltura a rischio
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13 Dicembre 2021


 
L’Italia produce metà del riso europeo, e la Lombardia il 40% del riso italiano. Eppure, tutto ciò non sembra essere sufficiente per evitare il taglio del 47% dei contributi alla risicoltura previsto dalla prossima riforma Pac. Un colpo di scure che minaccia da vicino tantissime aziende, impegnate ogni giorno a coltivare un prodotto di altissima qualità, che soffre però terribilmente la concorrenza del riso asiatico.

«Quello del riso – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – sarà con tutta probabilità uno dei settori più colpiti dai nuovi tagli che ci stanno prospettando dall’Europa, anche alla luce della nuova convergenza dei titoli. Occorre prestare una particolare attenzione, dato che in questo momento il riso italiano ha una fortissima richiesta nel mondo. È doveroso che le istituzioni proteggano le nostre eccellenze, sicure e di qualità».

Per perseguire tale obiettivo al meglio, Regione Lombardia ha stretto un accordo con la Regione Piemonte e l’Ente nazionale risi, con l’intento di condividere le decisioni di sostegno alla risicoltura nei prossimi anni: «Coltivare riso, come qualsiasi altra coltura, è sinonimo di biodiversità e salvaguardia ambientale. Siamo pienamente in linea con l’assessore regionale Fabio Rolfi, che ha chiesto in sede di conferenza Stato-Regioni che sullo strumento accoppiato vengano aumentate le risorse per i produttori di riso, per compensare ciò che viene tagliato come contributo diretto».

In provincia di Mantova sono 1.127 gli ettari di riso coltivati, pari all’1,2% del totale lombardo, che ammonta a 94.000 ettari. Al primo posto troviamo Pavia (78.248 ha), seguita da Milano (12.847 ha) e Lodi (2.086 ha).





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