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Pac: ecco quanto perderebbero le aziende mantovane con la nuova riforma 2023-2027
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09 Settembre 2021


 
Che la nuova riforma Pac, all’orizzonte e pronta a partire dal 1° gennaio 2023, non piaccia alla stragrande maggioranza del mondo agricolo è ormai un dato di fatto. Ma per capire meglio i reali effetti delle nuove norme che entreranno in vigore è necessario pesarle in termini concreti. Questo è quanto ha fatto l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova che, ricorrendo a simulazioni calcolate su aziende reali del territorio mantovano, ha stimato quanto potrebbero perdere tali realtà se la nuova Pac entrasse in vigore così com’è: «Ci saranno più impegni e meno risorse – spiega il presidente Alberto Cortesi – e già questo è un aspetto che stiamo cercando di contrastare in tutti i modi. E la riduzione delle risorse colpirà soprattutto le aziende più propense agli investimenti, che si vedranno colpite da condizionalità rafforzata, condizionalità sociale e nuovi impegni ambientali, macigni che incideranno sui reali bilanci». Se nel 2017 le risorse erogate in provincia di Mantova alla voce Pac ammontavano a più di 80 milioni di euro (dato Regione Lombardia), dal 2023 si rischia, nell’ipotesi migliore, che si abbassino a 42 milioni (-38%) o, nella peggiore, a 30 milioni (-56%).

I tecnici di Confagricoltura Mantova hanno preso a campione quattro aziende della provincia. La prima, a indirizzo produttivo cereali e pomodoro dell’Alto Mantovano, 122 ettari totali, ha percepito nel 2021 79.788 euro di contributi Pac. Nell’ipotesi migliore, nel 2026 questi caleranno a 40.504 euro, nella peggiore a 28.760 euro, con un calo dei titoli da 654 €/ha a 332 €/ha e a 235 €/ha. La seconda azienda invece, 34 ettari di allevamento di bovini da carne nell’Alto Mantovano, ha percepito quest’anno (tra titoli e greening) 62.982 euro, con un valore titoli di 1.235 €/ha. Nel caso migliore il titolo scenderà a 807 €/ha, con un’erogazione di 27.424 euro, nel peggiore si svaluterà fino a 568 €/ha, con erogazione di 19.298 euro. Il terzo caso riguarda un allevamento da latte dl Medio Mantovano da 41 ettari, con contributo Pac di 35.592 euro nel 2021 e titoli a 579 €/ha. Nell’ipotesi 1, ecco il calo dei titoli a 378 €/ha e 15.497 euro di contributo, nell’ipotesi 2 il calo fino a 266 €/ha e il contributo pari a 10.905 euro. Ultima proiezione quella relativa a 63 ettari di cereali nel Basso Mantovano, con 30.807 euro di contributo Pac 2021. Nel 2026, i titoli potrebbero scendere dai 326 €/ha attuali a 213 €/ha o 150 €/ha, con erogazioni rispettivamente di 13.419 euro e 9.450 euro.

«La prima ipotesi – spiega Massimo Battisti, a capo dell’ufficio tecnico di via Fancelli – è la meno penalizzante, e prevede un calo dal 38% delle risorse, che a livello nazionale, per il premio base disaccoppiato, passerebbero da 3,15 a 1,9 miliardi di euro. La seconda invece è la peggiore, e porterebbe a un crollo fino a 1,3 miliardi di euro. Dipenderà tutto dalle scelte strategiche che farà il nostro governo nei prossimi mesi. Di certo le misure di condizionalità rafforzata, come l’obbligo della rotazione, la riduzione del 50% dei fitosanitari o l’obbligo di un 4% di superficie non produttiva, e la condizionalità sociale, non equa poiché basata su norme diverse da nazione a nazione, penalizzeranno moltissimo le nostre aziende. Tra le nostre proposte vi è anche quella di innalzare il limite minimo per l’accesso ai contributi, in modo da liberare più risorse per le aziende agricole performanti e da snellire il carico burocratico attuale».





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