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Pomodoro da industria: freddo e maltempo ritardano la campagna 2021
News e comunicati ^
 
24 Maggio 2021


 
Maltempo e basse temperature hanno finora messo a dura prova la campagna 2021 del pomodoro da industria, che si ritrova a dover fare i conti con ritardi colturali e pianificazioni produttive da rivedere. A delineare gli scenari futuri è Corrado Ferrari, presidente della sezione economica pomodoro da industria di Confagricoltura Mantova: «Di solito la raccolta inizia attorno al 20/25 luglio, ma quest’anno slitterà di sicuro ad agosto. Noi produttori abbiamo rischiato, di tasca nostra, assecondando le richieste dell’industria che voleva 70 giorni di raccolta, ma quest’anno le produzioni si accavalleranno di sicuro. Per evitare di far marcire pomodori in campo, chiediamo alle Op di allargare il più possibile il ricevimento della materia prima, anche a costo di dover produrre fin da subito del concentrato, prodotto più povero ma che consentirebbe di smaltire gli eccessi». Una nota anche sulla questione prezzi: «L’aumento ottenuto (da 88 a 92 €/t, ndr) è già stato assorbito dall’aumento dei costi produttivi, sotto forma di gasolio, concimi e manichette. Senza contare anche la crescita dei tassi delle assicurazioni, saliti anche del 20/25%».

«Le abbondanti precipitazioni e le temperature basse hanno indubbiamente creato problemi alla coltura – spiega Franco Gatti, produttore di Confagricoltura con 15 ettari nella zona di Ceresara – con la campagna nel complesso in ritardo di una decina di giorni. I pomodori sono bloccati, tant’è che stiamo intervenendo per cercare di smuovere il processo di crescita». Un altro problema riguarda i trapianti, che «si stanno accumulando con difformità nella maturazione e sicuramente problemi anche nelle rese finali». Più ottimismo nelle parole di Valerio Bazzotti, produttore di Confagricoltura con una quindicina di ettari tra Asola e Mariana Mantovana: «Il maltempo e il freddo hanno inciso, non c’è dubbio, ma a mio parere la situazione è recuperabile. Di certo avremo rese finali più contenute, dato che con il freddo la pianta si sviluppa meno. Prima c’è stata la siccità, poi finalmente è venuta l’acqua ma con essa anche il freddo, per cui qualcosa perderemo».





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