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Isema: ecco gli aiuti per i giovani imprenditori agricoli
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04 Maggio 2021


 
Nei giorni scorsi, Ismea ha aperto il nuovo portale "Più Impresa", dedicato all'imprenditoria giovanile.
L’iniziativa è diretta ad attuare l’art. 43 quater della legge semplificazione che ha previsto l’estensione all'intero territorio nazionale della possibilità di richiedere, oltre ai mutui agevolati a tasso zero, anche un contributo a fondo perduto, finora previsto solo per le imprese agricole condotte da giovani e localizzate nel Mezzogiorno, per finanziare l'ampliamento di un'azienda esistente oppure avviare un progetto di start up nel quadro di un'operazione di ricambio generazionale.
Il mix delle due agevolazioni, previsto in precedenza solamente nel Mezzogiorno (decreto “Resto al Sud”), è stato pertanto esteso anche per i giovani imprenditori agricoli del Centro e del Nord Italia.
La misura è dedicata ai giovani che intendono subentrare nella conduzione di un'azienda agricola o che sono già attivi in agricoltura da almeno 2 anni e intendono migliorare la competitività della loro impresa.
A cosa serve: favorire il ricambio generazionale in agricoltura ed ampliare aziende agricole esistenti condotte da giovani.
A chi si rivolge: micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti, con i seguenti requisiti:
Subentro: imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; la maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni;
Ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.
Caratteristiche dell'intervento: investimenti fino a euro 1.500.000, iva esclusa; durata da 5 a 15 anni.
Cosa finanzia: progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo, in particolare:
le spese per lo studio di fattibilità sono ammissibili nella misura del 2 per cento del valore complessivo dell'investimento da realizzare; inoltre la somma delle spese relative allo studio di fattibilità, ai servizi di progettazione sono ammissibili complessivamente entro il limite del 12 per cento dell'investimento da realizzare;
le spese relative alle opere agronomiche sono ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria;
le spese relative alle opere edilizie e oneri per il rilascio della concessione;
per le spese di investimento relative al settore della produzione agricola primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, l'acquisto di terreni è ammissibile solo in misura non superiore al 10 per cento dei costi ammissibili totali dell'intervento da realizzare;
la potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100 per cento della capacità produttiva, stimata a regime, dell'azienda agricola oggetto dell'intervento.
Agevolazioni sull'intero territorio nazionale:
mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60 per cento delle spese ammissibili;
contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35 per cento delle spese ammissibili.
Per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di euro 200.000.
Le spese effettuate devono essere rendicontate per Stato Avanzamento Lavori (nel numero massimo di 5) al fine di ottenere l'erogazione delle corrispondenti quote di agevolazioni.
Cosa non finanzia: diritti di produzione, animali e piante annuali, lavori di drenaggio, impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, investimenti di sostituzione di beni preesistenti, lavori in economia, impianti e macchinari usati, capitale circolante.
Garanzie: l'impresa beneficiaria deve fornire garanzie di valore pari al 100 per cento del mutuo agevolato concesso, anche acquisibili nell'ambito degli investimenti da realizzare, per una durata almeno pari a quella del mutuo agevolato concesso dall'Ismea. Sono ammissibili:
garanzie ipotecarie di primo grado su beni oggetto di agevolazioni, oppure su altri beni della beneficiaria o di terzi; in alternativa o in aggiunta all'ipoteca, fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.





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