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Azienda Agricola Bonfà-Stancari: storia di famiglia tra passione, impegno e voglia di innovare
News e comunicati ^
 
14 Maggio 2021


Nicola ed Elide Stancari
Nicola ed Elide Stancari
 
Una storia lunga quasi 70 anni, fatta di passione e amore per il proprio lavoro. Concetti che oggi si sposano poi con una grande propensione all’innovazione, indispensabile per muoversi nei mercati attuali. Le prime radici dell’Azienda Agricola Bonfà-Stancari di Castelbelforte vengono piantate nel 1954, quando i fratelli Bonfà affittano i primi lotti di terreno, che poi vengono divisi equamente a metà. La parte zootecnica dell’azienda all’inizio è orientata all’allevamento delle vacche da latte, fino circa alla metà degli anni ’60, ma il caseificio cui veniva conferito il prodotto non navigava in acque tranquille: «Da lì – spiega Elide Stancari, che ora conduce l’azienda assieme al fratello Nicola – la decisione di convertire l’allevamento in bovini da carne, vista anche l’influenza del Veneto, vicinissimo a noi, nel quale la maggior parte delle aziende era specializzata nella produzione di carne. Siamo rimasti in affitto fino al 1980, poi abbiamo comprato quelli che ora sono i nostri terreni».

L’azienda alleva circa 600 capi, e nell’arco di un anno arriva a venderne circa 1000-1200. Sono 63 gli ettari di terreno, coltivato a cereali (prevalentemente mais), che viene utilizzato per l’alimentazione del bestiame e per lo smaltimento dei reflui. «Una volta – prosegue Elide Stancari – compravamo capi di razza Simmental dalla Germania, e facevamo lo svezzamento qui in allevamento. A metà anni ’80 però abbiamo deciso cambiare l’impostazione aziendale, convertendoci al solo ingrasso e acquistando esclusivamente Limousine, Charolaise ed altri incroci francesi. Oggi invece in azienda arrivano solo femmine di razza Limousine. Abbiamo provato anche le Angus, ma non ci hanno soddisfatto, mentre con le Chianine siamo in fase di sperimentazione».

L’azienda Bonfà-Stancari ha sempre avuto insita una grande propensione agli investimenti e all’innovazione, in chiave sostenibile. I tetti delle stalle sono ricoperti da pannelli fotovoltaici, mentre nel 2019 è stato installato un robot per la distribuzione automatica del mangime, con tanto di cucina interna, in grado di preparare in autonomia la razione da distribuire nelle stalle, a seconda delle razze e dell’età dei capi. «Abbiamo deciso di investire per un maggiore controllo sulla gestione dei costi di produzione e sull’incremento quotidiano di peso dei nostri animali. I bovini arrivano in allevamento all’età di un anno, quando pesano sui 300 kg, e vengono venduti dopo 6-7 mesi, arrivati a 500-530 kg. All’inizio eravamo perplessi, ora invece siamo pienamente soddisfatti di questo investimento».





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