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Società Agricola Giliole: l'innovazione parte dalla tracciabilità dei foraggi e arriva dritta in stalla
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17 Marzo 2021


Carlo Formigoni all'interno della sua stalla
Carlo Formigoni all'interno della sua stalla
 
La lungimiranza è una caratteristica preziosa in ogni settore, ancor più in quello agricolo. E saper guardare avanti è una qualità che fin da subito hanno dimostrato di possedere Carlo e Andrea Formigoni, titolari della Società Agricola Giliole-Allevamento Oscar di Revere, una delle realtà più importanti e interessanti per la produzione di latte per Parmigiano Reggiano della bassa mantovana. 530 capi totali (dei quali circa 220 in lattazione), 14.000 metri quadrati di superficie aziendale, 170 ettari di terreno coltivato e la volontà di continuare a crescere, nel nome di innovazione e sostenibilità. «La prima stalla è stata costruita all’inizio degli anni ’70 – spiega Carlo Formigoni – ma già con logiche moderne legate al benessere animale, come la stabulazione libera. Da lì è stata poi un’evoluzione continua, fino all’ultima stalla, per proseguire con i nuovi fienili e l’essicatoio, finanziati dal Psr presentato da Confagricoltura Mantova». L’azienda coltiva con metodo biologico medica, frumento e panico per l’alimentazione dei capi presenti in allevamento. Un aspetto di enorme rilevanza è rappresentato proprio dalla gestione della stalla, che consente di raggiungere una qualità del latte prodotto davvero elevatissima: «Qualità dei foraggi e benessere animale sono per noi prioritari, ad essi poi aggiungiamo una cura maniacale, anche a livello di pulizia, per l’ambiente nel quale vivono le nostre vacche. In ultimo, ma non certo per importanza, vi è il fattore genetico. Abbiamo lavorato molto negli ultimi anni per raggiungere il massimo livello possibile». Il segreto è non accontentarsi mai: «Non si è mai arrivati, ma non possiamo negare di aver raggiunto un buon livello. La nostra qualità al momento è ricompensata molto bene, conferiamo a Nuova Castelli a 73 centesimi al chilo (Iva compresa), ma con il premio qualità superiamo anche gli 80 centesimi al chilo. Produciamo circa 29.000 quintali di latte all’anno, ma l’obiettivo sono i 30.000, per una media di circa 37,5 kg per vacca al giorno».

Un aspetto sul quale Giliole ha fortemente investito è il foraggio, che per stessa ammissione di Andrea Formigoni «è un’opportunità, non una necessità». L’azienda infatti ha messo a punto un sistema di tracciamento del fieno prodotto, in modo che, ancora prima dello sfalcio, se ne conosca il destino: «Il tutto – prosegue Andrea Formigoni – per ottimizzare al meglio i consumi, facilitare la preparazione delle razioni quotidiane per le bovine e favorire la sostenibilità ambientale. Il fieno è la base fondamentale dell’alimentazione per il nostro allevamento, ma per sua natura è variabile, derivando da terreni che vengono sfalciati più volte durante l’anno. Questo è un problema, perché i fieni sono tutti diversi tra loro. Ecco allora che, sempre sfruttando un Psr, abbiamo disegnato un sistema di stoccaggio del fieno in base alla sua storia: già al momento della raccolta conosciamo il destino di utilizzo di questi foraggi». Il sistema per ora è gestito in maniera analogica, con il buon senso e una tracciabilità cartacea, ma l’idea è quella di trasformarlo in breve tempo in digitale, sfruttando le potenzialità della moderna tecnologia: «L’obiettivo è semplificare ancora di più questo processo, e renderlo ancora più preciso. Abbiamo già realizzato la mappatura digitale completa dei terreni, con la prospettiva di avere analisi di resa precise per ogni lotto. Vorremmo raggiungere la tracciabilità completa di ogni singola rotoballa prodotta in azienda, per capire quanto formaggio per ettaro riusciamo a produrre, ed intervenire dove necessario per ottimizzare ancora di più le linee produttive aziendali».





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