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Al via il Governo Draghi
News e comunicati ^
 
18 Febbraio 2021




Dopo settimane di stallo, il governo Draghi ha ufficialmente preso il via, dando inizio alla propria esperienza istituzionale alla guida del Paese. Confagricoltura, nell’interesse di tutelare al meglio le aziende agricole associate, ha stilato un decalogo di azioni urgenti da mettere in campo per il completo rilancio del settore primario. «L’agricoltura – ha detto il presidente nazionale Giansanti – ha sempre garantito, durante la pandemia, cibo sulle tavole dei cittadini italiani ed europei. Il settore ha dimostrato solidità e grande capacità di adattamento, valori che da sempre lo contraddistinguono. Ora servono risposte dal mondo politico: è dal 1977, dalla legge Quadrifoglio del ministro Marcora, che l’agricoltura non ha un piano nazionale di sviluppo. È quanto mai prioritario darci degli obiettivi comuni, da raggiungere nel breve periodo».
  1. Filiere produttive
Individuare le filiere produttive che determinano il maggior valore aggiunto e indirizzare le risorse a disposizione, stanziate attraverso il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e la Pac. La strutturazione delle filiere permetterà anche l’aggregazione delle aziende stesse, dal momento che il sistema agricolo nazionale appare ancora oggi troppo frammentato;
 
  1. Infrastrutture logistiche
Mettere a disposizione delle imprese strutture logistiche quali hub portuali, aeroportuali, alta velocità e centri intermodali. Fondamentale anche un sistema di infrastrutture tecnologiche e digitali, con ricerca e innovazione sempre al primo posto, e un nuovo sistema di invasi, che comprenda l’ammodernamento di tutta la rete idrica nazionale;
 
  1. Pubblica amministrazione
Riformare la pubblica amministrazione per garantire alle imprese agricole sistemi di comunicazione ed interscambio snelli, che alleggeriscano gli oneri burocratici. Prioritario anche costruire una banca dati nazionale di interscambio con le strutture pubbliche, che permetterebbe di ridurre i tempi e i costi del sistema amministrativo pubblico;
 
  1. Multifunzionalità
Estendere e rafforzare la visione multifunzionale del settore agricolo, per rendere l’agricoltura protagonista della transizione ecologica ed energetica, grazie al riutilizzo dei sottoprodotti per fini energetici (biogas, biometano, idrogeno), ma anche per limitare il consumo di suolo. Il primario ha sempre dimostrato di poter garantire reddito impegnando il suo potenziale produttivo in un’ottica di multifunzionalità;
 
  1. Sostenibilità ambientale
Il Green Deal della Ue spingerà verso riduzione dell’utilizzo di fitofarmaci e aumento delle produzioni biologiche, ma tutto questo si deve tradurre anche in sostenibilità produttiva. L’agricoltura è già preziosissima custode dell’ambiente, in quanto le risorse utili a mantenere i livelli di produzione, sicurezza e qualità dipendono fortemente dalla salubrità di suolo, ambiente e acque;
 
  1. Consapevolezza dei consumatori
Fare leva sulla consapevolezza dei consumatori, indirizzandoli su scelte alimentari non definite da algoritmi particolari, come il sistema di etichettatura “Nutriscore”. I consumatori vanno informati esclusivamente sulla base di rigorosi parametri scientifici;
 
  1. La nuova riforma Pac
È in corso la definizione della nuova riforma Pac 2021-2027. Il comparto agricolo rischia di subire un forte danno, causato dalla riduzione degli investimenti che indubbiamente comporterà la riduzione della competitività sui mercati internazionali. La Politica Agricola Comune dovrebbe tutelare maggiormente il settore, armonizzando le normative dei singoli paesi;
 
  1. Remunerazione
Definire standard comuni sia nell’utilizzo di input che nei processi di trasformazione. Tali standard dovranno riguardare anche la remunerazione delle imprese e, a cascata, dei lavoratori. Il differente sistema di incentivi favorisce il divario tra i vari stati europei;
 
  1. Accordi bilaterali
Porre la questione delle condizioni di reciprocità negli accordi bilaterali, per quanto riguarda il commercio. Il modello produttivo della Ue, fatto di rispetto del lavoro, dell’ambiente, delle risorse naturali e della biodiversità, deve diventare un punto di riferimento a livello globale;
 
  1. Scambi commerciali
Rilanciare il sistema multilaterale per la gestione degli scambi commerciali. Tutto ciò rientra negli interessi di fondo del sistema agroalimentare nazionale, che nell’ultimo decennio è stato in grado di raddoppiare le proprie esportazioni.
L’Italia dispone di un avanzato sistema agroalimentare, che dà lavoro a più di tre milioni di persone (di cui un milione di occupati diretti in agricoltura) e genera un giro di affari annuale pari a 540 miliardi di euro, fornendo alimenti sani e di altissima qualità. Il dovere, nostro e del governo appena insediatosi, è proteggerlo e valorizzarlo al meglio.




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