COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

Biometano, tutte le potenzialità di un settore strategico per l'agricoltura
News e comunicati ^
 
15 Febbraio 2021


 
La notizia della presentazione del progetto di costruzione di un nuovo impianto di biometano all’interno del comune di Goito ha acceso il dibattito sul presunto impatto inquinante di una struttura di questo tipo. L’Onorevole Alberto Zolezzi non ha perso tempo e si è definito preoccupato dal momento che l’impianto, a suo parere, «comporterà la produzione di inquinamento che andrà inevitabilmente a stressare un territorio fin troppo oppresso sotto questo punto di vista», ricordando poi come «a Goito ci sono dei prati stabili: spanderanno lì il digestato prodotto? Ricordo che il digestato è fitotossico e riduce la flora batterica del suolo».
 
«Il biometano da matrice agricola rappresenta un’opportunità importantissima per il nostro settore – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – in termini di abbattimento delle emissioni e corretta gestione degli effluenti zootecnici, migliorando al contempo la fertilità dei suoli. Chi afferma il contrario non possiede una corretta conoscenza di questo tipo di impianti, sempre più strategici per il comparto agricolo». E i dati parlano chiaro: nell’Inventario Nazionale Emissioni, a cura di Ispra, si parla chiaramente di come l’aumento di produzione di biogas e biometano abbia contribuito alla riduzione delle emissioni in atmosfera, e la stessa dottoressa Eleonora De Cristofaro, presentando il rapporto, ha citato tali impianti come “soluzioni indicate per ridurre l’impatto della zootecnia”. Va sottolineato inoltre come la sostenibilità del biometano si basi, secondo gli articoli 25 e 29 della Direttiva Ue 2018/2001, su due aspetti, cioè l’impiego di materie prime non derivanti da terreni ad alto contenuto di carbonio e una riduzione di emissioni GHG (gas a effetto serra) pari ad almeno il 65% rispetto al carburante fossile di riferimento. «Per impianti di questo tipo non si può dunque parlare di inquinamento» conclude Cortesi.
 
Quanto al tema digestato, anche qui è opportuno ricordare come quest’ultimo venga da tempo utilizzato come ammendante naturale, anche nelle produzioni biologiche. Il DM 25/02/2016 infatti sancisce che “in assenza di rifiuti in ingresso all’impianto (come accadrebbe nel caso dell’impianto di Goito, ndr), il digestato destinato all’uso agronomico secondo i criteri dettati, è un sottoprodotto”. «È un elemento assolutamente non fitotossico, anzi è un fertilizzante organico con ottime caratteristiche igienico-sanitarie, dal momento che apporta sostanza organica stabilizzata nel suolo, migliorandone la fertilità e fornendo NPK (azoto, fosforo e potassio), sostituendo i fertilizzanti chimici. In sostanza, il biometano contribuisce alla riduzione delle emissioni in agricoltura, e non vi è motivo valido per ritenerlo pericoloso per l’ambiente. Pericolosa è la disinformazione, anche in questo caso».





precedente: Al via la campagna associativa 2021 dei Giovani di Confagricoltura-Anga
successivo: Regione Lombardia scende in campo contro le nutrie


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]