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Intenzioni di semina 2021: riscatto per frumento e mais
News e comunicati ^
 
03 Marzo 2021


 
Dopo un’annata, quella 2020, che aveva visto alcuni exploit da parte di colture tradizionalmente meno diffuse nel nostro territorio, le intenzioni di semina per il 2021 (elaborate dall’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova sulla base dei dati forniti dall’Istat) rilevano un ritorno verso colture più “classiche” per la provincia di Mantova, come i frumenti e il mais. Per l’anno in corso come detto si prevede una buonissima crescita sia per il frumento tenero, coltivato su 18.967 ha nel 2020, che per il frumento duro, che contava lo scorso anno su 5.703 ha. L’aumento sarà rispettivamente del 10% e del 15%, trainato da ottimi prezzi di mercato e da un’annata produttiva, la scorsa, che ha fatto registrare ottime performance. In calo invece, per quanto riguarda i cereali autunno-vernini, l’orzo, che nel 2020 era diffuso su 4.992 ha ma che quest’anno diminuirà del 7%. L’aumento di un anno fa era giustificato da una bolla dei prezzi, che ora si sono stabilizzati. Buone notizie per il mais, che nel 2020 faceva registrare 59.900 ha tra insilato (33.100 ha) e granella (26.800 ha). Quest’ultima è in crescita del 3%, mentre l’insilato nel complesso rimane stabile. Torna finalmente con il segno più anche la barbabietola da zucchero: +3% quest’anno, con i 780 ha del 2020 destinati dunque a crescere. La coltura è ancora in grande sofferenza, ma la buonissima annata produttiva 2020 e il premio accoppiato da 800 €/ha hanno ridato un minimo di fiducia ai produttori.

In crescita (del 2%) anche il pomodoro da industria, che contava su 4.120 ha nel 2020, e il colza, che vedrà i suoi 557 ha crescere del 10%. Il motivo è legato alla grande richiesta di prodotto bio, con le quotazioni che lo premiano. Prosegue purtroppo il calo, leggero ma costante, del riso, che perde un altro 1% dei 1.127 ha seminati lo scorso anno. La grande concorrenza dei paesi del sud-est asiatico e i rischi sanitari stanno incidendo sulla coltura, che necessita di una strategia di pieno rilancio e difesa. Stesso discorso anche per la soia, che risente pesantemente del problema cimice asiatica, essendo la coltura che più soffre per gli attacchi di questo insetto alieno. Nel 2020 sono stati 13.930 gli ettari seminati, ma per il 2021 si prevede un calo del 5%. In leggero calo anche l’erba medica, che contava su 28.600 ha nel 2020 e ora scenderà del 2% circa. Quanto alle colture meno “classiche”, rimane stabile il sorgo, che vedrà il proprio ettarato non discostarsi troppo dai 1.327 ha dello scorso anno, mentre sono in calo sia il pisello proteico (-7%, 1.441 ha nel 2020), al quale vengono preferiti i frumenti, che soprattutto il girasole (771 ha un anno fa), che dopo il +20% del 2020 ora fa registrare un -18%, figlio della poca affidabilità della coltura.

«L’aumento delle semine di frumento e mais – spiega Confagricoltura Mantova – fa ben sperare per il futuro. Queste colture sono state protagoniste di un’ottima annata nel 2020, a dimostrazione di come, seguendole bene, possano ancora dare soddisfazioni ai produttori. Dalla barbabietola abbiamo un timido segnale di ripresa, ma servirà altro per farla uscire dalla crisi nella quale si è infilata. Su riso e soia bisogna intervenire, a livello commerciale e a livello di difesa fitosanitaria: sono colture che non possiamo permetterci di perdere».





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