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Canapa: a che punto siamo?
News e comunicati ^
 
27 Gennaio 2021


 
Le ultime settimane hanno portato numerose novità per quanto riguarda il settore della canapa, che da sempre incuriosisce numerosi imprenditori mantovani, rimasti però finora al palo a causa del grande garbuglio burocratico in atto. Cerchiamo allora di fare chiarezza, esaminando cos’è cambiato a livello normativo nel mondo, nell’Unione Europea e in Italia.
  1. A livello internazionale
Lo scorso 2 dicembre, la Commissione delle Nazioni Unite sugli stupefacenti ha espresso il proprio parere, dopo le raccomandazioni formulate dall’Oms. La Commissione dunque ha votato favorevolmente (27 paesi a favore, 25 contrari e un astenuto) alla riclassificazione della canapa all’interno delle quattro tabelle di controllo della Single Convention. Canapa e resina di canapa dunque sono state eliminate dalla Tabella IV, quella che prevede i controlli più restrittivi, e inseriti nella Tabella I. Si tratta di un voto importante, dal momento che era dal 1961 che la cannabis non veniva rivalutata scientificamente a livello Onu. L’uscita dalla Tabella IV inoltre permetterà ora di incrementare l’attività di ricerca scientifica sui possibili impieghi medici della cannabis. Non sono state invece approvate le raccomandazioni in merito alla riclassificazione di alcune componenti psicoattivo della cannabis (come il delta-9-tetrahydrocannabinol), dal momento che, per la Commissione Onu, non vi era una sufficiente evidenza scientifica.
  1. A livello Ue
Lo scorso ottobre il Parlamento Europeo, nell’ambito della riforma Pac, ha approvato la modifica del limite massimo di THC presente nelle varietà di canapa che accedono agli aiuti Pac. Il nuovo limite proposto è 0,3% (contro lo 0,2% di prima). Occorrerà ora attendere l’esito dei triloghi, le consultazioni tra Parlamento, Commissione e Consiglio Ue, per poter dare il via libera definitivo alla riforma.

Di recente poi, la Corte di Giustizia europea si è espressa in merito ad una controversia emersa in Francia, con il divieto di commercializzazione di una sigaretta elettronica all’olio di cannabidiolo (CBD), legalmente prodotto in un altro stato membro, in quanto estratto dalla pianta di Cannabis Sativa nella sua interezza. La normativa francese però prevedeva che solo le fibre e i semi della canapa potessero essere utilizzati a fini commerciali, e da lì il contenzioso. La Corte si è però espressa a favore dei distributori dell’olio di CBD, affermando che il CBD stesso non rientra nei prodotti agricoli (in quanto ottenuto dalla canapa mediante un complesso processo di estrazione) e che non è quindi da considerarsi stupefacente per le convenzioni internazionali di cui gli stati Ue fanno parte. In sostanza, la coltivazione della canapa non sarebbe soggetta a controlli in tutti i casi in cui non sia finalizzata alla produzione di uno stupefacente.

A livello di Commissione Ue poi, è stata accolta a dicembre la richiesta di autorizzazione dell’olio di CBD (da canapa industriale) come nuovo alimento, escludendo che tale prodotto possa essere considerato medicinale o sostanza psicotropa. La stessa Commissione ha avviato nel 2020 anche la revisione dei valori di THC residuo negli alimenti, coinvolgendo i portatori d’interesse (come il Copa-Cogeca) nella definizione di valori più appropriati. Si ricorda che l’Italia ha definito valori più restrittivi rispetto a quelli europei.
  1. A livello nazionale
D.M. 27/07/2020
Con il D.M. del 27/07/2020 il Mipaaf ha menzionato la “canapa sativa infiorescenza” destinata ad “usi estrattivi” tra le piante officinali, stabilendone altresì un prezzo unitario massimo applicabile per la determinazione dei valori assicurabili al mercato agevolato;

D.M. Salute 01/10/2020 – D.M. Salute 28/10/2020
Con il D.M. 01/10/2020 il Ministero della Salute ha inserito il “CBD da Cannabis” (vale a dire tutto il CBD) nell’elenco medicinali. Successivamente però, a seguito di contestazioni al decreto, con un nuovo D.M. (del 28/10/2020) il Ministero ne ha sospeso l’entrata in vigore, in attesa di un ulteriore parere del Consiglio superiore di Sanità;

Istituzione tavolo di filiera Mipaaf
Con decreto del ministro, il 17 dicembre 2020 è stato istituito il “Tavolo di filiera canapa”, a cui sono affidati compiti di monitoraggio e consultivi;

Proposte legislative
Nella discussione sulla Legge di bilancio 2021 sono stati presentati diversi emendamenti volti a rafforzare/legittimare il mercato della biomassa per estrazione/fiore di canapa. L’unico emendamento finora approvato riguarda la previsione di un fondo Mipaaf da 10 milioni di euro per la tutela e il rilancio di canapa, birra, settore apistico e frutta in guscio.





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