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Recovery Plan: le linee d'azione per il settore agricolo
News e comunicati ^
 
18 Gennaio 2021


 
Questi giorni di crisi di governo rischiano di far passare in secondo piano l’approvazione del Recovery Plan, strumento che dovrebbe aiutare il Paese a riprendere a correre dopo il blocco causato dal Covid-19. Ma cosa prevede il piano per il settore agricolo? E soprattutto, verranno stanziate risorse adeguate? Cerchiamo di fare chiarezza.

La componente “Agricoltura sostenibile, impresa verde ed economia sostenibile”, inserita al capitolo 2.1, ha come obiettivi prioritari la promozione della sostenibilità ambientale nella filiera agricola, il sostegno a progetti innovativi di decarbonizzazione tramite processi di economia circolare, nonché la definizione di un piano nazionale per la stessa economia circolare. Sono tre le linee di azione identificate, vale a dire “Agricoltura sostenibile”, “Economia circolare e valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti” e “Progetti di economia circolare per la riconversione di processi industriali”. Di queste, solo le prime due interessano il settore agricolo.
 
  1. AGRICOLTURA SOSTENIBILE
Questa linea progettuale prevede uno stanziamento complessivo di 2,5 miliardi di euro (cifra modificata dopo le critiche verso gli 1,8 miliardi inizialmente stanziati), e consiste in tre progetti.
  1. Contratti di filiera
Incentivi per i progetti nei settori agroalimentare, ittico, forestale e florovivaistico, che prevedano investimenti in beni materiali e immateriali finalizzati alla riconversione delle imprese verso modelli di produzione sostenibile. La realizzazione degli investimenti dovrà avvenire entro il 2026;
 
  1. Parchi agrisolari
Incentivi per l’ammodernamento dei tetti degli immobili ad uso produttivo nel settore agricolo, zootecnico ed agroindustriale (installazione pannelli solari, isolamento termico, rimozione eternit ecc.), per incrementare la sostenibilità e l’efficienza energetica del comparto. Si punterà ad avere entro il 2026 una superficie coperta con pannelli fotovoltaici pari a 13.250 mq, tale da produrre (a regime) 1.300-1.400 GWh;
 
  1. Logistica per i settori agroalimentare, ittico, forestale, florovivaistico
Incentivi agli investimenti per il miglioramento della capacità di stoccaggio delle materie prime agricole, il potenziamento delle infrastrutture dei mercati agricoli e per lo sviluppo di un sistema logistico integrato per le filiere dei comparti coinvolti. Si punta a realizzare 60 investimenti entro il 2026.
 
  1. ECONOMIA CIRCOLARE E VALORIZZAZIONE DEL CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI
Questa linea progettuale prevede uno stanziamento complessivo di 4,50 miliardi di euro, e consiste in tre progetti.
  1. Realizzazione di nuovi impianti e ammodernamento degli impianti esistenti per il riciclo
Incentivi per la valorizzazione e la chiusura del ciclo dei rifiuti. Gli investimenti aggiuntivi di questa linea saranno pari a 1,5 miliardi di euro. Sui punterà all’adeguamento degli impianti esistenti e alla realizzazione di nuovi impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti con la produzione di materie prime secondarie. La tempistica di realizzazione degli investimenti prevede un orizzonte 2026;
 
  1. Progetto economia circolare
Questo pacchetto d’interventi viene finanziato attraverso un Fondo appositamente destinato a realizzare gli obiettivi dell’economia circolare con la finalità di ridurre l’utilizzo di materie prime di cui il Paese è carente nei processi industriali, sostituendole progressivamente con materiali prodotti da scarti, residui, rifiuti;
 
  1. Transizione ecologica nel Mezzogiorno e nelle isole minori
Programmi per la transizione ecologica nel Mezzogiorno e nelle isole minori finanziati con React-Eu.
 
«Per accrescere la produzione agricola interna, ferma al 75% del fabbisogno interno, occorre un programma di investimenti ben più ampio di quello previsto al momento». Questo il commento del presidente Alberto Cortesi a proposito dello schema del Recovery Plan da poco illustrato. «I fondi – prosegue Cortesi – destinati all’agricoltura reale, vale a dire il capitolo 1 “Agricoltura sostenibile”, sono stati innalzati da 1,8 a 2,5 miliardi di euro. La notizia ci conforta, dato che il primo stanziamento rappresentava appena lo 0,3% rispetto al contributo che il settore dà al Pil, pari a 540 miliardi di euro. Quale imprenditore investirebbe questa percentuale di fatturato per migliorare la propria azienda?». Per Confagricoltura Mantova però serve  anche molto altro: «Bisogna puntare sugli investimenti delle imprese del settore, per generare una modernizzazione diffusa. Senza dimenticare di assegnare un ruolo centrale alla ricerca scientifica, perno imprescindibile per assicurare una valida transizione ecologica. Il nostro auspicio è che il mondo politico possa intervenire per rafforzare ulteriormente i fondi assegnati al settore agricolo».





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