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Alleanza Lombardia-Emilia Romagna nel nome della suinicoltura
News e comunicati ^
 
11 Gennaio 2021


 
È un vero e proprio patto di alleanza quello stretto poche settimane fa tra la Regione Lombardia e la Regione Emilia Romagna, nel nome della suinicoltura. Protagonisti dell’accordo i rispettivi assessori all’Agricoltura, Fabio Rolfi e Alessio Mammi, che hanno delineato una bozza di accordo per “L’integrazione e il consolidamento della filiera suinicola nazionale”.

In primo luogo è stata effettuata una valutazione condivisa sulle criticità che attanagliano il settore, presenti a livello strutturale. Tra queste, il fatto che la suinicoltura italiana sia legata a doppio filo ai prodotti Dop, mancando dunque di diversificazione, che i tagli diversi dalle cosce destinate al circuito tutelato non riescano ad essere valorizzati adeguatamente, che vi siano criticità di approvvigionamento per quanto riguarda le materie prime per l’alimentazione dei suini, che l’attività di miglioramento genetico proceda troppo a rilento, che manchi un vero coordinamento tra gli allevatori e la filiera stessa e che il comparto, allo stato attuale delle cose, sia in ritardo su diversi temi importanti. Vi sono poi le criticità congiunturali, sorte in seguito alla pandemia Covid-19 e all’epidemia di Peste suina africana.

Da qui, l’elaborazione di strategie condivise tra le due regioni. Alcune di breve termine, come il rinnovamento degli interventi del Fondo per la tutela delle filiere in crisi, azioni di promozione tramite il Fondo nazionale per la suinicoltura o il ricorso al Bando indigenti. Altre invece a medio-lungo termine, come la crescita delle Op già esistenti, la nascita di una nuova organizzazione interprofessionale di livello nazionale, la promozione di sistemi di certificazione della qualità, lo stanziamento di ulteriori risorse per benessere animale, biosicurezza e sostenibilità ambientale e la promozione di strumenti efficaci per la gestione del rischio, soprattutto quello di mercato.

«La suinicoltura – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – sta vivendo un momento storico delicatissimo. I prezzi sono in forte calo dopo un inizio 2020 con quotazioni vicine ai 2 €/kg. Qualcuno di recente ha scritto che il prezzo dei cereali, in confronto, è aumentato a dismisura, ma in realtà quei prezzi si sono semplicemente riallineati a quanto già visto in passato. Il vero problema è che questo riequilibrio è arrivato in un momento di grave crisi delle quotazioni dei suini. Un momento che dobbiamo affrontare e superare il prima possibile».

«Per una volta – aggiunge Cortesi – il bene della collettività ha vinto su eventuali divergenze politiche. Regioni governate da coalizioni diverse infatti si sono messe insieme per il bene dei suinicoltori, un esempio portato avanti da tempo dalla nostra Organizzazione, cui dovremmo assistere più spesso, specie in momenti difficili come questo».





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