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Brexit, raggiunto l'accordo tra Ue e Regno Unito
News e comunicati ^
 
30 Dicembre 2020


 
La vigilia di Natale appena trascorsa ha portato in dono un regalo tanto atteso da tutto il mondo agroalimentare, mantovano e non solo: l’accordo tra Unione Europea e Regno Unito per la Brexit che, dal 1° gennaio prossimo, regolerà le relazioni commerciali tra le due realtà. Dopo mesi di lavoro, da Bruxelles finalmente è arrivata la fumata bianca, con l’intesa siglata dalla Commissione Europea che, in forma ancora provvisoria, apre una nuova era nel mondo del commercio internazionale: «Il rischio di una “no deal Brexit”, o “hard Brexit”, è stato scongiurato – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – e questo è un fatto assolutamente positivo per il settore agroalimentare. Basti pensare infatti che, senza accordo, le esportazioni Ue, e di conseguenza anche quelle del nostro paese, sarebbero state gravate da dazi doganali medi di circa il 20%, con punte fino al 70% per certi settori produttivi. Un’eventualità terrificante per il nostro comparto, che fortunatamente non si vedrà concretizzata».

Il fallimento delle trattative avrebbe comportato una grave destabilizzazione per l’interscambio agroalimentare bilaterale, che supera i 55 miliardi di euro l’anno a livello comunitario. Ma l’accordo è importantissimo anche per la provincia di Mantova, che muove un buon volume di affari oltremanica. Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio, il Regno Unito nel 2018 è stato il quinto mercato d’esportazione per il settore agroalimentare mantovano, con un valore totale di circa 35 milioni di euro. I prodotti maggiormente esportati sono quelli lattiero-caseari (Grana e Parmigiano), le carni lavorate, i prodotti da forno e i vini. In buona crescita anche l’ortofrutta. La provincia di Mantova, da sola, rappresenta quasi il 2% del totale dell’export agroalimentare nazionale verso il Regno Unito, che supera i 3 miliardi di euro.

Non mancano naturalmente i punti a cui prestare molta attenzione: «La catastrofe è scongiurata – spiega Cortesi – ma ora dovremo concentrarci sui nuovi adempimenti burocratici da rispettare. Secondo le cifre fornite da Londra, le importazioni inglesi dalla Ue necessiteranno di circa 600.000 dichiarazioni doganali al giorno, con costi aggiuntivi per gli operatori tra il +4% e il +10%. Occhio anche agli altri accordi commerciali che il Regno Unito sta stringendo, con Canada e Turchia gli ultimi in ordine di tempo, che aumenteranno di certo la concorrenza ai nostri prodotti». 





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