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Canapa, svolta storica: l'Onu toglie la cannabis dall'elenco delle sostanze pericolose
News e comunicati ^
 
22 Dicembre 2020


 
Svolta storica nel settore della coltivazione della canapa. L’Onu infatti, poche settimane fa, ha ricollocato la cannabis all’interno delle quattro tabelle che dal 1961 classificano piante e derivati psicoattivi a seconda della loro pericolosità. La canapa per uso terapeutico dunque (la cannabis) è stata rimossa dalla tabella IV, quella contenente le sostanze più ad alto rischio e più dannose per la salute, e in tal modo ne vengono riconosciute le proprietà medicinali. Si tratta di una decisione storica, che toglie gli ostacoli del controllo internazionale alla produzione di cannabis per fini medico-scientifici. Il voto dunque, pur non aprendo a conseguenze pratiche immediate, si può in ogni caso considerare come presupposto significativo per futuri cambiamenti nell’ambito della coltivazione della canapa per uso medico da parte di privati.

Pochi giorni fa inoltre, presso il Ministero per le Politiche Agricole è stato costituito ufficialmente il tavolo di filiera per la canapa, con 48 membri che ne prenderanno parte: saranno coinvolti i ministeri dell’Interno, della Salute, dello Sviluppo Economico, della Difesa e dell’Ambiente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, le organizzazioni agricole, le associazioni e i portatori d’interesse del settore canapa, le università e gli enti controllati Agea, Ismea e il Crea. I componenti del tavolo rimarranno in carica per tre anni. «La canapa torna ad essere una filiera agricola, quanto prima la convocazione del tavolo» ha dichiarato con soddisfazione il sottosegretario del Mipaaf, Giuseppe L’Abbate. Questa decisione fa seguito a quella del 19 novembre scorso, quando la Corte Europea di giustizia ha chiarito che il Cbd, uno dei principi attivi della cannabis, non è da considerarsi come stupefacente.





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