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Verso la riforma Pac 2021-2027
News e comunicati ^
 
10 Novembre 2020


 
È arrivato, nei giorni scorsi, un altro importante passo avanti sulla strada che porterà verso la riforma della Politica Agricola Comune (Pac) per il periodo 2021-2027. Il Parlamento Europeo infatti ha approvato la sua posizione negoziale riguardo al nuovo pacchetto di norme Ue per l’agricoltura, dopo che l’ok era arrivato anche dai ministri per l’Agricoltura Ue e dal Consiglio Europeo. Ora possono partire i cosiddetti “triloghi”, vale a dire i negoziati a tre con la Commissione Europea. Ma come si sta delineando la nuova riforma Pac? Un peso decisamente importante lo avranno le nuove politiche di “Green Deal”, dal momento che è stato richiesto che almeno il 30% del Primo pilastro Pac (aiuti diretti agli agricoltori) riguardi i cosiddetti eco-schemi, ovvero le misure volontarie relative ad agricoltura biologica, agricoltura di precisione e agroforestale. È stato chiesto poi che almeno il 10% dei terreni venga riservato al sostegno alla biodiversità, attraverso siepi, alberi non produttivi e stagni. Per quanto riguarda il Secondo pilastro invece (gli aiuti per lo sviluppo rurale), il Parlamento Ue ha chiesto che almeno il 35% dei fondi sia destinato a misure verdi. Nella nuova Pac poi, i risultati saranno al centro dei finanziamenti. Finora infatti, questi ultimi hanno sempre avuto la “condizionalità del rispetto dei criteri”. In altre parole, gli imprenditori e le aziende potevano ricevere i fondi a prescindere dai risultati ottenuti. Per il periodo 2021-2027, invece, il Parlamento Ue ha chiesto di cambiare approccio, aumentando la rilevanza dei risultati raggiunti. Ogni stato dunque dovrà redigere una sorta di piano strategico, nel quale verrà illustrato quali obiettivi raggiungere e come impiegare i fondi in tal senso. Novità anche per quanto riguarda gli aiuti diretti. Il massimale viene fissato a 100.000 euro, con un taglio del 25% per chi già riceve più di 60.000 euro dalla scorsa Pac, mentre si è chiesto poi che, all’interno del Primo pilastro, almeno il 6% degli aiuti sia indirizzato ad aziende di piccole-medie dimensioni e almeno il 4% ai giovani agricoltori. Per chi non rispetterà i requisiti sopracitati (ambientali, di benessere animale, di qualità), le sanzioni saranno pari al 10% dell’importo totale dei pagamenti (ad oggi erano al 5%). «La nuova Pac – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – si propone come giustamente più ambiziosa nei confronti delle politiche ambientali, ma non deve per questo compromettere la capacità produttiva dell’agricoltura comunitaria. Aumentare la superficie verso investimenti non produttivi significherebbe dipendere sempre più da Paesi terzi per le importazioni. Il lavoro da fare per salvaguardare l’efficienza e la competitività delle nostre imprese è ancora tanto, ma con la prossima riforma abbiamo l’occasione di individuare i migliori strumenti per rafforzare la sovranità alimentare, per definire i settori su cui puntare e per migliorare la nostra presenza e il nostro posizionamento sui principali mercati mondiali. Non dobbiamo assolutamente sprecarla».





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