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Il settore latte si interroga sul futuro
News e comunicati ^
 
30 Ottobre 2020


 
Sono settimane e mesi di incertezza per molti settori del comparto agroalimentare. Non fa eccezione naturalmente il settore latte, che ha superato con forza il lockdown primaverile e che ora si prepara a nuove instabilità. Preoccupa sicuramente la serrata del settore ristorazione, con i consumi del canale Ho.Re.Ca che naturalmente caleranno, ma dall’altro lato si punta a rafforzare ulteriormente i consumi interni. I consorzi Dop, Grana Padano e Parmigiano Reggiano, affrontano il momento con serenità, forti di dati incoraggianti riferiti ai mesi passati. Nel primo semestre del 2020 infatti, il consorzio del Parmigiano ha aumentato le vendite del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2019, con l’export che tocca poi una crescita quasi del 12%: «Qualche mese fa non avrei scommesso molto sull’attuale posizione del Parmigiano – spiega Ivo Fedrazzoni, allevatore e presidente della Latteria Mogliese – la crescita è stata importante, trainata dai consumi interni e dall’export. L’attuale situazione Covid certamente preoccupa, in mancanza di adeguati provvedimenti il rischio è certamente alto. Attenzione anche alla gran quantità di latte che c’è in giro, non si può andare sempre alla cieca. Il Consorzio mette giustamente paletti, ma le aziende hanno investito e la produzione crescerà. Occorre rallentare questo processo».

Prudenza, ma dati comunque in crescita, anche per il Grana Padano, che ha visto le proprie esportazioni crescere quasi del 4% nei primi sette mesi di quest’anno. Performance positive anche ad agosto e settembre, con le proiezioni che inducono ad un cauto ottimismo anche per la fine dell’anno: «Il formaggio oggi lo vendiamo a 7 euro al chilo – spiega Davide Errera, dell’allevamento Errera Holsteins di Borgoforte – e il momento è certamente posivo, anche se i dividendi del 2020 non faranno sorridere tutti. Abbiamo sempre continuato a lavorare, ma è innegabile che la botta si sia fatta sentire anche per noi. Ciò che temo maggiormente è la possibile speculazione sui prezzi da parte della Gdo che, appena ne ha l’opportunità, mette i produttori con le spalle al muro. Se i consumi caleranno temo che potremo perdere quanto guadagnato sinora a livello di prezzo del formaggio».





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