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Il nuovo accordo per il prezzo del latte non piace a Confagricoltura Mantova
News e comunicati ^
 
06 Ottobre 2020


 
Il nuovo accordo per il prezzo del latte alla stalla mette in agitazione il mondo agricolo, provocando reazioni diverse. Pochi giorni fa infatti, Coldiretti Lombardia ha annunciato di aver raggiunto un’intesa con Italatte (appartenente al gruppo Lactalis), che sarà valida non solo per gli ultimi quattro mesi dell’annata in corso, ma anche per tutto il 2021. L’accordo conferma, per il resto del 2020, un pagamento indicizzato (legato cioè a un prezzo di base poi rimodulato sulla base di un indice costituito da un paniere di prodotti). Questo prezzo di base sarà variabile: 36,5 centesimi al litro a settembre e ottobre, 35,5 a novembre e 35 a dicembre. Lo stesso meccanismo verrà poi applicato nel 2021, partendo però da un prezzo base di 35,5 centesimi al litro per gli stessi volumi consegnati nel 2020. Per i quantitativi in esubero a gennaio, febbraio, marzo, aprile, novembre e dicembre, è prevista una riduzione di 6 centesimi al litro. L’accordo è stato fortemente criticato da Confagricoltura Mantova: «L’importanza è data dai volumi che Italatte lavora in Italia – spiega il direttore Daniele Sfulcini – che influenzano tutto il mercato del latte nazionale, compreso quello destinato alla produzione dei formaggi Dop. Così si mina dalle fondamenta un corretto rapporto tra industria e produttori e si stabilisce un prezzo alla stalla molto al di sotto dei costi di produzione». Confagricoltura evidenzia come, con questa firma, il differenziale con la Ue a 28 si ridurrà del 30% (il contratto in essere era formulato in modo che il latte italiano avesse un prezzo di riferimento base determinato dalla media dei paesi europei cui si aggiungeva uno spread a determinate condizioni). E questo significherà, per una stalla media mantovana, circa 20.000 euro in meno. Tra le altre condizioni, non è più prevista una maggiore valorizzazione del latte estivo e viene accettato il contingentamento mensile del latte, che comporterà una riduzione del prezzo per i mesi nei quali la produzione supererà quella del corrispondente mese del 2020, con un taglio sul prezzo di 6 euro al quintale. «È vero che ci troviamo in un periodo di incertezza – aggiunge il presidente Alberto Cortesi – ma è anche vero che il mercato ha sostanzialmente retto. Questo accordo è molto grave. E ancora più grave è che preveda, sostanzialmente, un doppio prezzo che penalizza proprio le aziende che hanno investito negli ultimi anni e che ora dovrebbero portarne a casa i frutti con aumenti della produzione».





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