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Non rallenta il consumo di suolo
News e comunicati ^
 
30 Luglio 2020


 
Il consumo di suolo in provincia di Mantova non accenna a calare. A dirlo è il rapporto pubblicato da Ispra pochi giorni fa, che evidenzia come, a livello nazionale, siano stati persi nel 2019 57,5 km² in più rispetto al 2018, occupati da nuovi edifici, infrastrutture, insediamenti commerciali, logistici, produttivi, di servizio e da altre aree a copertura artificiale. I dati confermano dunque che il rallentamento del consumo di suolo è di fatto terminato, e che la perdita (spesso irreversibile) di aree naturali e agricole prosegue. Ma com’è la situazione in provincia di Mantova? Lo scorso anno sono stati persi 84 ettari di terreno, che portano il totale del suolo occupato in provincia a quota 24.639 ettari, il 10,5% della superficie provinciale (pari a 233.884 ettari). Mantova, dopo Brescia (184 ha) e Bergamo (85 ha), è la provincia che ha consumato più terra. Ma il dato più importante è quello relativo al suolo consumato pro capite: Mantova è la provincia con il valore più alto in Lombardia, con 597,6 m² per abitante (dato aggiornato al 2019), e quella che, tra 2018 e 2019, ha fatto registrare l’incremento maggiore (+2,03 m²/abitante).
                                           
A livello di territorio comunale, Mantova fa registrare 1.570 ettari cementificati, vale a dire il 25% circa della propria superficie. Nel 2019 sono stati 3,17 gli ettari persi rispetto all’anno prima. La maglia nera spetta però al comune di Suzzara, che lo scorso anno ha perso 10,34 ettari. Subito dietro Castiglione delle Stiviere, con 9,97 ettari, e Guidizzolo, con 6 ettari. Sono invece 15 i comuni virtuosi, vale a dire quelli a crescita zero di consumo di suolo. Si tratta di Castel d’Ario, Ceresara, Mariana Mantovana, Motteggiana, Ostiglia, Pomponesco, Ponti sul Mincio, Quingentole, Rivarolo Mantovano, San Benedetto Po, San Giacomo delle Segnate, Schivenoglia, Serravalle a Po, Sustinente e Borgocarbonara.
 
«Il fenomeno del consumo del suolo – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi – ci preoccupa, alla luce del fatto che i terreni interessati sono perlopiù agricoli. Se nel 1970 la S.a.u. (superficie agricola utilizzabile) provinciale superava i 200.000 ettari, oggi siamo a poco più di 185.000. In 50 anni dunque abbiamo ceduto quasi 20.000 ettari al cemento, al ritmo di quasi un ettaro al giorno. Le conseguenze possono essere numerose, dall’impoverimento economico del territorio ai problemi relativi al reticolo idrico, senza contare il continuo abbassamento del tasso di autoapprovvigionamento nazionale dei prodotti agroalimentari e l’aumento del riscaldamento globale».





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