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Lorenzini Naturamica: qualità e tracciabilità per prodotti unici al mondo
News e comunicati ^
 
23 Luglio 2020


Daniele Lorenzini all'interno del suo ufficio
Daniele Lorenzini all'interno del suo ufficio
 
Quando si parla di Lorenzini Naturamica si parla di una delle aziende di punta dell’ortofrutta mantovano, vero e proprio vanto per la nostra organizzazione. Sviluppata su quasi 600 ettari, la sede principale è a Santa Croce di Sermide, ma può contare su un polo produttivo anche in Sicilia, a Pachino (Ragusa). Il core business dell’azienda è rappresentato dalla produzione di meloni, angurie, pomodori, zucche e zucchine, il tutto nel nome della più alta qualità. Una storia di famiglia, che parte da lontano: «La nostra azienda – spiega il titolare Daniele Lorenzini – è nata con mio padre, intorno agli anni ’50 del secolo scorso. Il processo di specializzazione delle nostre produzioni, che oggi ci rappresentano in Italia e nel mondo, è scattata invece a partire dagli anni ’70-’80, con me, mia moglie Vanna e tutto il resto della famiglia, che ancora oggi è la nostra più grande forza. Abbiamo optato per scelte più mirate nel settore ortofrutticolo, con l’intento di aumentare e specializzare i nostro prodotti, sempre nel nome della qualità, che per noi è un caposaldo imprescindibile». Il primo passo è stato quello di convertirsi al biologico, e poi al biologico integrato: «Ma la vera svolta è arrivata – prosegue Lorenzini – quando abbiamo deciso di iniziare ad analizzare, parlando di melone, l’interno di ogni frutto, per far capire ancora meglio al consumatore cosa stava acquistando e consumando. Si è partiti da prodotti già di altissima qualità, ma subito dopo è arrivato l’acquisto di tecnologie che, in maniera non invasiva, riuscissero ad analizzare l’interno di ogni frutto».   

La vera rivoluzione di Lorenzini è proprio qui. Ogni melone viene analizzato con uno scanner digitale in grado di rilevarne il grado Brix (grado zuccherino), e di conseguenza marchiato a laser, a mo’ di certificazione di qualità: «Il disciplinare del melone Igp di Sermide dà come soglia minima 12 grado Brix, ma noi siamo certificati per un minimo di 14 grado Brix, investendo moltissimo negli strumenti più adatti per rilevare questa soglia». A cosa porta tutto questo? A una completa gamma di informazioni a disposizione del consumatore, che ha tutto a portata di mano: «Su ogni melone infatti è presente, tramite marchiatura laser, un codice alfanumerico che, se inserito, porta il cliente ad avere la completa tracciabilità del frutto, dal campo alla tavola, in qualsiasi parte del mondo, tramite l’accesso alla nostra banca dati. In sostanza è possibile sapere persino da quale pianta è stato raccolto». Questa è un’invenzione di Lorenzini, che per prima ha pensato a un sistema di completa tracciabilità dei prodotti. «L’annata 2020 sta procedendo abbastanza bene. Abbiamo avuto un clima mite a fine inverno, e questo ha fatto sì che a livello di quantità e qualità le cose siano andate in maniera positiva. Stiamo facendo grossi investimenti anche sulla linea del pomodoro datterino, sin dal 2003-2004, rincorrendo la continuità di produzione tra Mantova e la Sicilia. Per 365 giorni all’anno produciamo pomodoro direttamente, un investimento legato all’agricoltura 4.0».





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