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La sanatoria รจ un piccolo flop
News e comunicati ^
 
10 Luglio 2020


 
Non decolla la sanatoria contemplata dal Decreto Rilancio. Per il settore agricolo (la stessa possibilità vale anche per l’assistenza alla persona e per il lavoro domestico) nel Mantovano sono ancora poche le domande di regolarizzazione presentate: lo dicono i primi dati forniti dalle associazioni di categoria. La nostra provincia non è in controtendenza: anche a livello nazionale le attese erano diverse. Per tirare le somme manca ancora, però, più di un mese: il governo ha concesso una proroga fino al 15 agosto. Sono una ventina, al momento, le richieste di regolarizzazione raccolte da Confagricoltura: si tratta di braccianti che lavorano in nove aziende associate attive nei settori dell’ortofrutta e dell’allevamento.
 
Non si tratta di dati esaustivi, perché un lavoratore, per mettersi in regola, può seguire altre strade: i lavoratori italiani o comunitari possono presentare richiesta all’Inps, mentre gli stranieri titolari di un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre possono chiedere un permesso temporaneo di sei mesi alla questura. «Ma per farlo – precisa l’ufficio studi di Confagricoltura – devono avere un passaporto, risultare presenti sul territorio nazionale l’8 marzo 2020 (e non essersene poi allontanati), aver già lavorato nel settore agricolo prima del 31 ottobre. E questa procedura costa circa 160 euro». Secondo l’associazione, la sanatoria, finora, è un piccolo flop. «Non ci aspettavamo numeri alti – commenta il direttore, Daniele Sfulcini – e comunque si tratta di regolarizzazioni di persone che cominceranno a lavorare nelle aziende. Non certo di emersione di lavoratori in nero».





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