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Azienda Agricola Begnoni: innovazione e filiera per una cerealicoltura di successo
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02 Luglio 2020


Roberto Begnoni
Roberto Begnoni
 
Innovare ed investire nel settore della cerealicoltura è un'operazione che, a tratti, potrebbe essere considerata rischiosa. Ma se fatto nella maniera corretta, con i giusti accorgimenti, ecco che le soddisfazioni possono essere notevoli. E in questa direzione si è sempre mosso Roberto Begnoni, presidente della sezione cereali di Confagricoltura Mantova e alla guida di un’azienda da 77 ettari a Roverbella, che in questi giorni ha ultimato le operazioni di trebbiatura del grano, con risultati eccellenti dal punto di vista qualitativo: «Chi ha effettuato le corrette operazioni colturali, dal punto di vista di irrigazione e trattamenti – spiega – ha avuto belle soddisfazioni. Io stesso ho avuto buoni miglioramenti. Chi invece ha un po’ trascurato la coltura, si ritrova con cali produttivi e con una qualità di certo inferiore». Se c’è una parola chiave nel lavoro quotidiano dell’Azienda agricola Begnoni, quella è “sostenibilità”. Roberto infatti già da tre anni aderisce alla filiera “Carta del Mulino”, promossa da Mulino Bianco e Barilla, che punta ad una produzione di grano tenero sempre più sostenibile: «Sono molto soddisfatto, anche perché dal punto di vista dei costi produttivi non ci sono stati incrementi particolari. L’accordo prevede il mantenimento di fasce fiorite attorno ai terreni, che possano attirare insetti benevoli, e così è, con riduzione anche dei trattamenti. Il contratto è vantaggioso, lo consiglio a tutti i nostri associati».

Ed il tema contratti di filiera è argomento della stretta attualità. Essi rappresentano uno strumento preziosissimo per i cerealicoltori, ma a causa di ritardi burocratici da parte del Mipaaf, l’entrata in vigore slitta ancora: «Questi accordi – spiega Begnoni – rappresentano il futuro per noi produttori di cereali. Fin da quando seminiamo infatti è prioritario per noi conoscere la destinazione finale del nostro prodotto e soprattutto il prezzo al quale verrà acquistato. Un prezzo garantito ci permette di risolvere tante criticità legate a stoccaggi, immagazzinaggi e speculazioni che in questo periodo sono purtroppo molto presenti». E a confermare le difficoltà del settore è lo stesso Begnoni: «Il 2020 sarà il quinto anno in cui avremo a che fare con prezzi sottocosto. Stiamo lavorando in difficoltà, i costi di produzione sono talmente alti che difficilmente si riescono a coprire. La soluzione, ancora una volta, sono i contratti di filiera, che possono dare una boccata d’ossigeno al settore». E un contratto di filiera al 100% Made in Mantova è la filiera MantoGrano, di cui Begnoni è stato sin dall’inizio uno dei più convinti sostenitori: «Anche quest’anno l’ho seminato naturalmente, e mi ha regalato soddisfazioni. Le due varietà scelte, Mixitaly e Bisanzio, stanno producendo molto, con ottimi parametri qualitativi. Consiglio a tutti di aderire perché il prodotto è al 100% mantovano, in tutti i suoi passaggi, e vi è inoltre un premio garantito per il rispetto di determinati parametri qualitativi».





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